Poggiomarino, lo scioglimento per infiltrazioni mafiose è legittimo: il Tar respinge i ricorsi
IL CASO
3 marzo 2026
IL CASO

Poggiomarino, lo scioglimento per infiltrazioni mafiose è legittimo: il Tar respinge i ricorsi

Confermata la misura straordinaria del marzo 2025: per i giudici amministrativi sussistono i presupposti di "oggettiva gravità" legati al condizionamento della criminalità organizzata
Andrea Ripa

Il Comune di Poggiomarino resta sotto gestione commissariale. Con due sentenze depositate nel pomeriggio di oggi, i giudici del Tar hanno confermato la piena legittimità degli atti che, esattamente un anno fa, portarono allo scioglimento del consiglio comunale per presunti condizionamenti della criminalità organizzata. La decisione segna una battuta d’arresto definitiva per l’ex amministrazione guidata dall’ex amministrazione Falanga. A firmare i ricorsi erano stati i politici vicini all’ex maggioranza.

 

Una misura preventiva, non sanzionatoria
Il cuore del pronunciamento dei magistrati amministrativi risiede nella natura stessa del provvedimento di scioglimento (ex art. 143 del Testo Unico Enti Locali). Nella sentenza viene ribadito un principio cardine del diritto amministrativo: lo scioglimento non deve essere inteso come una “punizione” per i singoli amministratori (misura sanzionatoria), bensì come uno strumento di salvaguardia preventiva.

 

I giudici hanno chiarito che l’obiettivo della legge è affrontare situazioni emergenziali in cui l’interesse pubblico risulti compromesso dalla pressione dei clan. In questo senso, lo Stato interviene non per accertare reati penali individuali – compito che spetta alla magistratura ordinaria – ma per recidere i legami, anche solo potenziali o di influenza, che inquinano il buon andamento della macchina amministrativa.

 

Le motivazioni: “Elementi di oggettiva gravità”
Gli ex amministratori avevano contestato l’insussistenza dei presupposti necessari per attivare la gestione straordinaria dell’Ente, lamentando una carenza di prove concrete circa il condizionamento mafioso. Tuttavia, il Tribunale ha ritenuto che l’esame della relazione prefettizia (l’atto che ha dato il via all’iter dello scioglimento nel 2025) contenga elementi di tale gravità da giustificare ampiamente la misura.

 

Dagli atti emergerebbe un quadro di permeabilità dell’Ente alle logiche della criminalità organizzata locale, con riflessi sulla gestione degli appalti, delle concessioni o, più in generale, sulle decisioni politiche capaci di favorire gruppi criminali. Secondo il Tar, questi elementi configurano quella situazione di “emergenza democratica” che rende necessario l’invio della Commissione Straordinaria.

 

Lo scenario a Poggiomarino
La conferma del Tar blinda di fatto il lavoro dei commissari prefettizi che si sono insediati nel marzo dello scorso anno. La gestione straordinaria proseguirà dunque il suo iter naturale, volto a ripristinare la legalità e la trasparenza all’interno degli uffici comunali, in attesa che i cittadini possano tornare alle urne in una cornice di rinnovata fiducia nelle istituzioni.

 

La sentenza odierna rappresenta un segnale forte per l’intero hinterland napoletano, ribadendo la linea della “tolleranza zero” adottata dallo Stato nei confronti di ogni forma di opacità amministrativa legata alla criminalità organizzata.