Torre Annunziata, strisce blu da nababbi: parcheggio in centro da 3mila euro all’anno
Strisce blu
3 marzo 2026
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Torre Annunziata, strisce blu da nababbi: parcheggio in centro da 3mila euro all’anno

Abbonamenti fino a 330 euro per le altre aree della città
Antonio Di Martino

A Torre Annunziata parcheggiare rischia di diventare un lusso. Non per il costo della singola ora, ma per il conto annuale che attende i residenti: fino a 330 euro l’anno per poter lasciare l’auto nella propria zona. È da qui che nasce l’etichetta che circola con insistenza in città, “strisce blu da nababbi”, perché il peso dell’abbonamento appare sproporzionato rispetto al contesto economico locale e al confronto con centri ben più grandi e turistici.

 

Il piano della sosta, così come delineato, prevede 1.364 stalli a pagamento contro 274 bianchi: una maggioranza netta di posti blu che rende la tariffa non un’opzione, ma spesso una necessità. Le cifre orarie – 1,50 euro in Zona A, 1 euro in Zona B e C – non sono fuori mercato. A far discutere è il costo fisso per chi vive stabilmente nei quartieri interessati: 330 euro l’anno in Zona B, 280 in Zona C, senza alcuna progressività legata al reddito. In altre parole, si paga allo stesso modo indipendentemente dalla capacità contributiva. Il confronto con le città vicine è immediato.

 

A Pompei, che sostiene un flusso turistico internazionale, l’abbonamento residenti è indicato a 250 euro. In realtà metropolitane come Napoli il permesso arriva a un massimo di 150 euro con fasce ISEE; a Milano il pass per i residenti è gratuito. È su questa differenza che si fonda la frase che rimbalza nel dibattito pubblico: «Torre Annunziata è più cara delle grandi città». Non è uno slogan, ma un raffronto aritmetico. E il nodo si stringe ulteriormente in Zona A, dove per i residenti non è previsto l’abbonamento annuale. Per chi gravita su Corso Umberto I e nelle strade limitrofe resta, al massimo, una tariffa giornaliera di 9 euro: una cifra che, se applicata con continuità, supera i 3.000 euro l’anno. Un importo che trasforma la sosta sotto casa in una spesa strutturale, non occasionale.

 

Il messaggio che passa è chiaro: il parcheggio non è più un servizio da regolare, ma una voce di bilancio da sostenere. In questo scenario si inserisce anche la vicenda amministrativa: il bando per l’affidamento è fermo per un nodo procedurale legato alla stazione appaltante e alla soglia economica dell’appalto, e in attesa che l’iter si sblocchi la sosta resta di fatto senza regole, con il Comune che continua a perdere incassi. Un inciso tecnico che non cambia la sostanza del dibattito. Perché al centro restano le cifre e il loro impatto sulle famiglie. In una città che non ha le dimensioni né i redditi delle metropoli, l’abbonamento annuale ai livelli più alti del piano appare a molti come un privilegio costoso. E mentre altrove il permesso residenti è calmierato o gratuito, qui la striscia gialla assume il valore simbolico di un bene per pochi.

 

Il confronto con realtà più blasonate, più ricche e più visitate continua a pesare. E finché la sproporzione resterà così evidente, la sosta non sarà soltanto una questione di mobilità urbana, ma il termometro di un equilibrio che molti giudicano fuori scala.