Rampa Nunziante, la Cassazione riapre il capitolo giudiziario sul crollo che il 7 luglio 2017 costò la vita a otto…
LA CASSAZIONE
4 marzo 2026
LA CASSAZIONE
Crollo sulle Rampe, prescritto l’omicidio colposo. Il sindaco di Torre Annunziata: «Una beffa»
Il Comune era parte civile nel processo. La decisione della Cassazione è un colpo di spugna. «Resteremo al fianco delle vittime»
«La prescrizione del reato di omicidio colposo è una beffa». Così, il sindaco di Torre Annunziata, Corrado Cuccurullo, commenta la sentenza della Cassazione arrivata nella notte in merito al crollo della palazzina sulle Rampe Nunziante che costò la vita a otto persone nell’estate 2017. «Dispiace che il percorso giudiziario sia durato così tanto tempo. Fa male sapere che la giustizia abbia individuato le colpe e che sia impossibile punirle». Il Comune di Torre Annunziata si era costituito parte civile nel processo apertosi in un clima infuocato.
«Dopo nove anni auspicavamo che la Suprema Corte potesse scrivere la parola fine al processo sul crollo di Rampa Nunziante. Invece non è stato così. E c’è anche una vena di rammarico per il verdetto arrivato nella notte», commenta il primo cittadino. «Il 7 luglio 2017 rappresenta una pagina triste della storia recente di Torre Annunziata, una ferita per l’intera comunità». Ed è per questo che il colpo di spugna fa più male.
«Il mio non è un commento alla sentenza, che ovviamente è stata pronunciata sulla base di questioni tecniche e procedurali. Dispiace però che il tempo trascorso abbia inciso sull’esito finale del processo», incalza Cuccurullo. «Non resta che attendere il nuovo giudizio in Appello», aggiunge. Che avrà in ogni caso il sapore della beffa per le famiglie delle otto vittime. Una sentenza che renderà più complicata la causa in sede civile, visto che non ci sarà una sentenza per omicidio colposo dalla quale ripartire. «La nostra speranza è che i familiari delle vittime possano ritrovare un po’ di pace. Noi resteremo al loro fianco».

