Finisce l’incubo sotto le bombe a Dubai, Gragnano riabbraccia le cinque studentesse
LA GUERRA IN MEDIO ORIENTE
4 marzo 2026
LA GUERRA IN MEDIO ORIENTE

Finisce l’incubo sotto le bombe a Dubai, Gragnano riabbraccia le cinque studentesse

Le studentesse del liceo, finalmente rientrate a Gragnano, hanno riabbracciato la loro città in un’atmosfera carica di emozione e commozione
Anna Santaniello

Gragnano. Le studentesse del liceo, finalmente rientrate a Gragnano, hanno riabbracciato la loro città in un’atmosfera carica di emozione e commozione. Ad attenderle c’erano genitori, fratelli, nonni e amici: volti segnati dall’ansia dei giorni passati, sciolta poi in lacrime di gioia e in lunghi abbracci liberatori.

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Le prime parole di Carolina, Benedetta, Ilaria e Melissa, trasmettono un miscuglio di sollievo, gratitudine e commozione:“Siamo arrivate in Italia dopo un viaggio davvero lungo e faticoso. La situazione che stavamo vivendo negli Emirati Arabi era complicata e, a tratti, davvero difficile da affrontare. Ora essere qui, finalmente, ci riempie di gioia. Siamo felici, e non possiamo nascondere quanto sia importante poter tornare a casa, circondate dalle nostre famiglie e dalla nostra gente.In questi giorni abbiamo vissuto momenti intensi, scene che difficilmente dimenticheremo, e siamo profondamente grate per l’opportunità che ci è stata data di ritornare in sicurezza in Italia.”

Guarda il video completo dell’intervista

Le ragazze lanciano un appello: “Il nostro pensiero va anche ai nostri compagni di simulazioni diplomatiche a Dubai, provenienti da tanti paesi, alcuni dei quali coinvolti in conflitti e guerre. Speriamo con tutto il cuore che possano avere la stessa possibilità di tornare ai propri cari, di riabbracciare le famiglie che non vedono da tempo”.

 

Il primo scatto appena atterrate a Milano

Il dramma vissuto

In quei momenti così intensi, tra sorrisi e pianti intrecciati, si respirava soprattutto un grande sollievo, come se l’intera comunità avesse trattenuto il fiato fino al loro ritorno.Sarà un ricordo difficile da dimenticare, un’esperienza che resterà impressa nella memoria di tutte. Eppure, proprio in mezzo alla paura, le ragazze hanno scoperto una forza inattesa. “La nostra forza siamo state noi: unite siamo riuscite a superare anche i rumori dei missili”, hanno raccontato con voce ancora tremante ma con lo sguardo fiero. Parole che testimoniano il coraggio e la solidarietà che le hanno sostenute nei momenti più difficili.Visibilmente scosse, ma determinate a non lasciarsi sopraffare, ora desiderano soltanto ritrovare la normalità: tornare tra i banchi di scuola, riabbracciare le amiche, riprendere le abitudini quotidiane. Con la consapevolezza di aver vissuto qualcosa che le ha cambiate, ma anche rese più forti, guardano avanti con la speranza di lasciarsi alle spalle la paura e di custodire questa esperienza come una prova superata insieme” le parole delle ragazze.

 

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La lunga attesa sta per finire. L'aereo in arrivo da Abu Dahbi con a bordo duecento studenti italiani da tre…

L’atterraggio a Malpensa. 

Era atterrato alle 19.25 di ieri sera il volo da Abu Dahbi che ha riportato a casa 200 studenti italiani da Dubai dove da sabato sono avvenuti bombardamenti dopo l’attacco di Usa e israele all’Iran. “Siamo qui dalle 17, forse anche da prima”, spiegavano sorridendo quattro mamme in attesa dei figli. “Sono stati giorni di apprensione, i ragazzi sono stati fantastici: hanno sentito le esplosioni ma non hanno mai ceduto al panico. Non siamo mai stati soli. Ci sono sempre stati vicini tutti, questo ci ha aiutato. Adesso vogliamo solo riabbracciarli”. “Vogliamo ringraziare il ministro Tajani, il Governo, tutti coloro che ci sono stati vicini – aggiungono due papà arrivati a Malpensa da Napoli – Siamo sempre stati in collegamento con loro. I nostri figli hanno passato almeno due ore in un bunker. Le esplosioni le abbiamo vissute in diretta con loro. Anzi sono stati loro che ci hanno calmato mostrando una maturità straordinaria. Vogliamo solo riabbracciarli, poi guideremo tutta la notte in direzione Napoli. Torneremo a casa, in una terra di pace”.