Torre Annunziata. Libera: «Rampa, assurdo che vanno in prescrizione reati così gravi»
LA SENTENZA CHOC
4 marzo 2026
LA SENTENZA CHOC

Torre Annunziata. Libera: «Rampa, assurdo che vanno in prescrizione reati così gravi»

Il presidio oplontino di Libera chiede alla politica di modificare la legge sulla prescrizione
Antonio Di Martino

«La sentenza della Corte di Cassazione che ha annullato il reato di omicidio colposo per intervenuta prescrizione riapre ancora più profondamente la ferita nel cuore della comunità oplontina. Il crollo della palazzina in Rampa Nunziante, il 7 luglio di nove anni fa, causò la morte di otto persone, tra cui due bambini, lasciando i loro familiari ancora senza giustizia». Massimo Napolitano, referente di Libera del Presidio di Torre Annunziata “Raffaele Pastore e Luigi Staiano”, esprime così delusione per la sentenza che di fatto apre alla possibilità di sostanziosi sconti di pena per i responsabili del crollo e rischia di allungare di parecchio i tempi per i possibili risarcimenti ai familiari delle vittime.

 

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La delusione di Libera

La giustizia ha di fatto riconosciuto le responsabilità sul crollo di Rampa Nunziante del 2017, ma ha anche stabilito che non sarà possibile sanzionarle a causa dei tempi troppo lunghi del processo. «Questa decisione colpisce al cuore chi ha atteso per anni verità e giustizia e indebolisce la fiducia dei cittadini nelle istituzioni», dice Massimo Napolitano aggiungendo «i problemi evidenziati dall’esito del processo sono legati alla lentezza della giustizia, che non si risolve con la riforma costituzionale ma rafforzando l’azione di inquirenti e giudici e investendo risorse nel personale impiegato presso i tribunali».

 

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La fiducia nelle istituzioni

Un tema che resta aperto quello dei tempi dei processi e soprattutto della certezza delle pene. «Rispettiamo il giudizio dell’Alta Corte, ma fatichiamo ad accettare che possano essere prescritti reati così gravi. Il Presidio di Libera di Torre Annunziata, vicino ai familiari delle vittime fin dal primo momento, rimarrà al loro fianco in questa battaglia per la verità e la giustizia», dice il referente oplontino. L’appello ai cittadini è quello di continuare, nonostante tutto, a credere nelle istituzioni che dovranno trovare gli opportuni correttivi a un sistema che non funziona. «Invitiamo la comunità e la società civile a unirsi a noi, ricordando le parole di Don Luigi Ciotti: “Ai cittadini serve una giustizia più efficace, efficiente e veloce”. Torre Annunziata è oggi di nuovo in lutto. Alla società civile il compito di tenere viva la memoria; alla politica il dovere di cambiare le leggi sulla prescrizione per evitare che altri colpevoli riescano a farla franca», ha detto Massimo Napolitano.