Campania, formati 121 esperti per le verifiche post-terremoto agli edifici
In un territorio dove la terra non ha mai smesso di ricordare la propria fragilità, la prevenzione e la capacità di risposta immediata non sono solo opzioni, ma necessità vitali. Oggi, 5 marzo 2026, la Regione Campania compie un passo decisivo verso la resilienza del proprio tessuto urbano con la conclusione del ciclo formativo per 121 tecnici della Pubblica Amministrazione. Questi professionisti sono stati abilitati alla verifica dell’agibilità degli edifici dopo un evento sismico, diventando le nuove “sentinelle” della sicurezza pubblica in un contesto geografico segnato storicamente dal rischio sismico e, più recentemente, dalle criticità legate al bradisismo nei Campi Flegrei.
Il percorso, promosso dall’Assessorato e organizzato dalla Protezione Civile regionale sotto la guida dell’assessora Fiorella Zabatta, risponde a una direttiva strategica chiara: uniformare il linguaggio operativo per ridurre drasticamente i tempi di intervento. In caso di terremoto, infatti, la prima domanda che ogni cittadino si pone è: “La mia casa è sicura?”. La risposta a questo interrogativo dipende dalla velocità con cui gli esperti riescono a ispezionare le strutture, e i 121 nuovi abilitati sono addestrati esattamente per questo compito. Attraverso moduli teorici intensivi ed esercitazioni pratiche, i tecnici hanno appreso l’uso delle schede “AeDES” (Agibilità e Danno nell’Emergenza Sismica), lo standard nazionale che permette di classificare gli edifici e decidere chi può rientrare nelle proprie abitazioni e chi, invece, deve attendere interventi di messa in sicurezza.
La composizione di questa task force è trasversale e capillare, a dimostrazione di una sinergia istituzionale che coinvolge ogni livello dello Stato. Tra i nuovi abilitati figurano 19 dipendenti della Regione Campania e 26 rappresentanti degli Acer, ma anche una massiccia presenza degli enti locali: 23 tecnici della Città Metropolitana di Napoli, 18 del Comune di Napoli e numerosi delegati dalle province di Avellino e Caserta. La portata della formazione ha superato i confini regionali, includendo personale della Puglia, del Ministero delle Infrastrutture e persino del Ministero della Difesa, con un rappresentante della Marina Militare. Questa eterogeneità garantisce che, in caso di necessità, il supporto tecnico sia pronto a scattare da ogni ufficio pubblico, coordinandosi sotto un’unica regia regionale e nazionale.
L’assessora Zabatta ha sottolineato come la formazione rappresenti il “passaggio fondamentale” per una protezione civile moderna. Non basta avere le attrezzature; serve la competenza umana capace di leggere le crepe di un muro o i cedimenti di un pilastro con occhi scientifici e oggettivi. Questo potenziamento del personale qualificato è anche una risposta diretta alla lunga scia di ansia che ha colpito l’area flegrea. Molti di questi tecnici, infatti, hanno già operato sul campo durante le crisi bradisismiche, portando un bagaglio di esperienza pratica che oggi viene formalizzato e potenziato.
Avere oggi 121 esperti in più significa, concretamente, poter avviare censimenti dei danni in tempi record. Nelle emergenze passate, l’attesa per un sopralluogo tecnico ha rappresentato spesso un secondo trauma per le popolazioni colpite, costrette a vivere nel dubbio della precarietà abitativa. Con questo nuovo contingente, la Campania si dota di uno strumento di gestione dell’emergenza più agile ed efficiente, capace di restituire normalità alle comunità nel minor tempo possibile. In una regione che convive con il Vesuvio, i Campi Flegrei e le faglie appenniniche, investire nella testa e nelle mani dei propri tecnici è l’investimento più lungimirante per proteggere la vita e il futuro dei propri cittadini.

