Il diritto alla casa come pilastro della dignità: la Campania lancia il piano ERP
In un contesto economico globale segnato da profonde incertezze, la Regione Campania riafferma il proprio impegno sul fronte del welfare abitativo. Al centro della nuova strategia regionale vi è l’apertura dei termini per l’inserimento nell’Anagrafe del Fabbisogno Abitativo, lo strumento fondamentale per la formazione delle graduatorie destinate all’assegnazione degli alloggi di Edilizia Residenziale Pubblica (ERP). Un provvedimento che, nelle parole dell’assessora Claudia Pecoraro, non rappresenta solo un atto amministrativo, ma una vera e propria scelta politica di campo a favore dei cittadini più vulnerabili.
Una risposta alle nuove povertà
“Garantire il diritto alla casa significa difendere la dignità delle persone e la stabilità delle famiglie”, ha dichiarato l’assessora Pecoraro commentando il varo del nuovo avviso. La decisione di procedere con un nuovo bando nasce da un’analisi lucida del mutato scenario socio-economico. L’ultima procedura risaliva infatti al 2021, un’epoca pre-crisi energetica e precedente all’impennata inflattiva degli ultimi anni.
Dal 2021 a oggi, il volto della povertà in Campania è cambiato. “Le condizioni economiche di molte famiglie sono profondamente mutate”, osserva Pecoraro. “I grandi eventi internazionali, l’aumento vertiginoso del costo della vita e la svalutazione degli stipendi hanno eroso il potere d’acquisto, spingendo verso la fragilità nuclei familiari che prima riuscivano a mantenersi in equilibrio. Oggi, chi era in difficoltà è diventato povero, e chi faceva parte della classe media si trova spesso sulla soglia della vulnerabilità”.
La mappatura del bisogno come strumento di governo
Il nuovo bando per l’Anagrafe del Fabbisogno non è inteso solo come una lista d’attesa, ma come una “fotografia” necessaria per la programmazione futura. L’obiettivo della Regione è realizzare una mappatura aggiornata e granulare del tessuto sociale campano. Solo attraverso una conoscenza precisa delle attuali necessità – dimensioni dei nuclei familiari, presenza di disabilità, redditi reali – l’amministrazione potrà calibrare interventi e politiche pubbliche efficaci.
L’assessora sottolinea come le esigenze siano “mutate nel tempo” e richiedano risposte dinamiche. Non si tratta solo di assegnare le chiavi di un appartamento, ma di progettare un sistema di inclusione che parta dalle mura domestiche.
La casa come presidio di sicurezza
Il cuore dell’intervento regionale risiede nella convinzione che l’autonomia individuale passi necessariamente attraverso una dimora stabile. “La casa rappresenta il primo presidio di sicurezza sociale”, conclude Pecoraro. “Senza un’abitazione stabile è difficile, se non impossibile, costruire un percorso di autonomia lavorativa e di reale inclusione”.
L’investimento nelle politiche abitative viene dunque configurato come un investimento nel capitale umano della regione. Sostenere i nuclei familiari nel soddisfacimento del bisogno primario dell’alloggio significa, di riflesso, ridurre la tensione sociale e favorire la creazione di comunità più giuste, solidali e coese. Con questo nuovo avviso, la Campania prova a tracciare una strada dove il diritto all’abitare torni a essere la base su cui fondare il rilancio economico e civile del territorio.

