Il ministro Nordio: «Riforma giusta, la sinistra politicizza il referendum»
LE CARRIERE DEI MAGISTRATI
5 marzo 2026
LE CARRIERE DEI MAGISTRATI

Il ministro Nordio: «Riforma giusta, la sinistra politicizza il referendum»

Il Guardasigilli ospite di Incontri di Valore a Pompei per sostenere le ragioni del "si"
Vincenzo Lamberti

Meno di venti giorni al voto sul referendum per la riforma della Giustizia. E i movimenti schierati per il “sì” e per il “no” iniziano a muoversi con grande forza. Tappa a Pompei per il ministro della Giustizia del Governo Meloni, Carlo Nordio, che ha partecipato mercoledì sera alla nona edizione de “Gli Incontri di Valore”, il celebre salotto curato dal manager Nicola Ruocco, ed ospitato nella location di Habita79.

 

Il libro del Ministro.

L’occasione è stata la presentazione del libro del Guardasigilli “Una nuova Giustizia”, edito Guerini e Associati. Un testo attuale nel quale il ministro ha ripercorso i punti salienti della sua riforma: separazione delle carriere, ridefinizione dell’autogoverno della magistratura, nascita di un’Alta Corte disciplinare. «Qual è la posta in gioco della Riforma costituzionale? – ha detto il ministro – Il testo rappresenta a tutti gli effetti il capitolo conclusivo di un lungo percorso iniziato quasi trent’anni fa con la pubblicazione, nel 1997, del volume Giustizia. Ripartendo dalle fragilità strutturali che già allora segnavano il nostro sistema giudiziario, abbiamo evidenziato le incoerenze che hanno accompagnato l’introduzione del codice Vassalli e la sua difficile convivenza con una Costituzione modellata su un impianto del tutto diverso».

 

Le correnti da fermare. 

Secondo il Guardasigilli «emerge un quadro sorprendente, in cui contraddizioni normative, carriere unite e logiche correntizie hanno progressivamente minato la fiducia dei cittadini nella terzietà del giudice e nell’imparzialità dell’accusa. Con l’obiettivo di illuminare ciò che troppo spesso resta nascosto dietro sigle, tecnicismi e scontri corporativi. Una riflessione necessaria, che interroga chiunque creda che la Giustizia sia il cuore vivo di una democrazia» le sue parole. Non sono mancati, anche se con pacatezza e senza aggressività, riferimenti politici ai magistrati che, in passato, si erano schierati per il sì e che oggi, invece, sono dall’altra parte della barricata. «Ne parlo nel mio libro – ha detto Nordio – nel quale evidenzio come colleghi magistrati del calibro di de Magistris, Gratteri e altri in passato abbiano detto chiaramente di essere a favore della separazione delle carriere oggi invece abbiano cambiato idea». Il ministro ha anche evidenziato il motivo secondo il quale oggi la sinistra abbia cambiato idea rispetto alla riforma.

 

La sinistra e la battaglia al Governo.

«Recentemente Bettini, uno dei leader del Pd ha detto chiaramente che pur essendo nella sostanza a favore della riforma della giustizia e soprattutto della separazione delle carriere, l’idea di poter dare una spallata al governo Meloni con la vittoria del “no” al referendum è un’ipotesi che piace parecchio. Motivo per cui quella che è una riforma dello Stato, condivisa spesso da tutti, sta diventando oggetto di una battaglia politica senza senso» ha spiegato Nordio. Il ministro, poi, anche nella sua tappa napoletana di ieri ha continuato a difendere il suo progetto: «È una fake news che vogliamo mettere la magistratura sotto il potere esecutivo, che vogliamo abolire l’obbligatorietà dell’azione penale, che vogliamo eliminare la gestione della polizia giudiziaria da parte del Pm o che vogliamo addirittura, ripeto, umiliare la magistratura». Nordio non ci sta e parlando con i giornalisti a margine di un evento promosso a sostegno per il sì alla riforma della magistratura replica alle osservazioni dei sostenitori del No. «Queste sono polemiche sterili che non servono a nessuno. Poi se ci sono delle ragioni, anche per quanto riguarderà un domani il sorteggio o magari la ricorribilità in Cassazione di quella che sarà la decisione dell’alta Corte disciplinare, lì siamo disposti a discuterne in sede di attuazione se e quando avrà vinto il sì».

 

Le parole di Mattarella.

I toni del confronto sul referendum sulla giustizia «abbiamo cercato di abbassarli, li abbasseremo e li riporteremo nell’ambito dei contenuti, secondo le sagge indicazioni del Presidente Mattarella» ha detto replicando a chi faceva notare le critiche alla riforma provenienti da settori della magistratura Nordio ha aggiunto: «Tutte le opinioni sono legittime, l’importante è che non siano delle fake news come quella che vogliamo mettere la magistratura sotto il potere esecutivo, che vogliamo abolire l’obbligatorietà dell’azione penale». Nordio con fermezza ha poi detto che non si tratta di un provvedimento contro la magistratura. “Sarebbe anche improprio se un ex magistrato che per 40 anni ha gestito diciamo questa professione nobilissima con onore e licenza, come spero di aver fatto, dovesse impuntarsi per umiliare la magistratura come alcuni vogliono intendere». E nel merito: «Il sorteggio è previsto nel nostro ordinamento addirittura nell’ambito delle commissioni che giudicano l’ingresso dei candidati in magistratura. Quindi se un magistrato sorteggiato è idoneo a giudicare chi deve entrare in magistratura, non si vede perché non dovrebbe esserlo a giudicare chi in magistratura c’è già» ha concluso.