Napoli, il Pascale scende in piazza per la prevenzione al tumore al seno
Sanità
5 marzo 2026
Sanità

Napoli, il Pascale scende in piazza per la prevenzione al tumore al seno

Appuntamento a Napoli il 6 marzo in Piazza Dante per la prevenzione al tumore al seno promossa dal Pascale. Possibilità di screening mammari, esami non invasivi e consulenze nutrizionali e psicologiche per chiunque sia interessato alla salvaguardia della salute.
Angela Conte

È stata promossa dall’Istituto Nazionale Tumori (IRCCS) – Fondazione G. Pascale l’iniziativa dedicata alla prevenzione del tumore al seno. Il 6 marzo, dalle 9 alle 15 in Piazza Dante a Napoli, sarà presente uno stand per portare la prevenzione fuori dagli ospedali, tra le persone, nei luoghi della vita quotidiana.

Il progetto coinvolge donne di tutte le età e persone con fattori di rischio, ma vuole anche raggiungere l’intera comunità; parlare di prevenzione è importante per incentivare una cultura della salute che riguarda famiglie, reti sociali e territorio.Durante la giornata saranno effettuate ecografie mammarie, esami non invasivi e privi di radiazioni, particolarmente indicati per le donne giovani o in presenza di seno denso, ma saranno anche offerte consulenze nutrizionali e psicologiche.

«Con questa iniziativa, il Pascale – dice il direttore generale dell’Istituto, Maurizio di Mauro – promuove un modello di sanità che non si limita a curare, ma lavora per anticipare la malattia, informare e accompagnare. La diagnosi precoce salva la vita. E la prevenzione, quando diventa accessibile e condivisa, può fare davvero la differenza».

 

Carcinoma mammario

Il tumore alla mammella colpisce circa 56mila persone ogni anno, ma è importante sottolineare che oltre il 90% delle pazienti guarisce quando la malattia viene diagnosticata in fase precoce. Le fasi iniziali del tumore al seno sono silenziose perché non presentano evidenti sintomi. È necessario mantenersi dunque informati ed effettuare controlli regolari, aderire ai programmi di screening e sottoporsi a visite periodiche.

La consapevolezza dell’esistenza di fattori di rischio quali familiarità, età, squilibri ormonali, ma anche stili di vita scorretti, sedentarietà, consumo di alcol e fumo, può aiutarci a capire quanto la prevenzione sia necessaria in alcuni casi e la scelta di affiancare alimentazione e supporto emotivo agli esami diagnostici degli stand non è casuale. A frenare molte donne dall’effettuare i necessari controlli c’è la paura della diagnosi; offrire uno spazio di ascolto significa aiutare a superare ansie e resistenze, favorendo una maggiore adesione ai programmi di prevenzione.