Abusi nel ristorante Quattro Passi, il Tar conferma l’ordinanza di demolizione. Ma c’è una via d’uscita
IL RISTORANTE STELLATO
6 marzo 2026
IL RISTORANTE STELLATO

Abusi nel ristorante Quattro Passi, il Tar conferma l’ordinanza di demolizione. Ma c’è una via d’uscita

Il tribunale amministrativo sospende il conto alla rovescia per l’acquisizione al patrimonio comunale, mentre la proprietà valuta di demolire i manufatti sotto sequestro nell’inchiesta della Procura di Torre Annunziata.
Marco Cirillo

Sigilli, ricorsi e ora anche la prospettiva delle demolizioni. Il futuro del celebre ristorante Quattro Passi di Nerano resta sospeso, mentre i tribunali iniziano a delineare il perimetro della vicenda che riguarda alcune strutture ritenute abusive all’interno del complesso turistico. La proprietà ha infatti manifestato la disponibilità a «procedere alla demolizione» di parte dei manufatti finiti sotto sequestro nell’indagine della procura di Torre Annunziata. Una scelta che il Tribunale amministrativo regionale della Campania ha preso in considerazione nel valutare il ricorso presentato contro le ordinanze sanzionatorie adottate dal Comune di Massa Lubrense. Il Tar, tuttavia, non ha accolto la richiesta di sospendere i provvedimenti comunali. I giudici amministrativi hanno chiarito che «l’istanza cautelare non possa essere accolta in quanto, in pendenza di sequestro penale (eseguito a fine gennaio), spetta all’autorità giudiziaria ordinaria ogni valutazione circa le proposte di parte ricorrente su eventuali interventi di demolizione».

Lo spiraglio
Allo stesso tempo, però, il collegio ha ritenuto opportuno introdurre una sospensione dei termini previsti dalla legge. Nelle ordinanze firmate dalla presidente della settima sezione i giudici hanno infatti riconosciuto «l’opportunità di sospendere, nelle more, il termine per l’acquisizione al patrimonio del Comune». La norma prevede infatti una sorta di conto alla rovescia di novanta giorni: se entro quel periodo non viene ripristinato lo stato dei luoghi, i terreni e i manufatti oggetto dell’ordinanza possono essere acquisiti automaticamente al patrimonio pubblico. Il congelamento del termine consente dunque alla proprietà di intervenire per evitare questo esito. La vicenda riguarda uno dei ristoranti più noti della Costiera sorrentina, diventato negli anni una meta gastronomica di livello internazionale, frequentata da una clientela abituata a esperienze culinarie e soggiorni esclusivi affacciati sul mare di Nerano. In questa fase il locale resta però chiuso. Ufficialmente per la consueta pausa invernale, ma soprattutto perché il giudice per le indagini preliminari ha disposto il sequestro dell’intero complesso turistico. Il provvedimento riguarda l’area nel suo insieme, «incluse le strutture attualmente destinate a ristorante, recezione alberghiera, piscina e parcheggio».

L’apertura
Tra gli elementi valutati dal Tar c’è anche l’iniziativa assunta nelle settimane scorse dalla proprietà. La società aveva infatti chiesto e ottenuto dalla procura un dissequestro temporaneo di sette giorni per consentire «l’accesso ai luoghi al tecnico di parte ricorrente per effettuare rilievi ed accertamenti, finalizzati alla produzione di un progetto di demolizione di alcuni dei manufatti oggetto di sequestro».Un passaggio che i giudici amministrativi hanno interpretato come un segnale concreto della volontà di intervenire. Non a caso nelle motivazioni si legge: «Ritenuto – si legge – che tale istanza denoti comunque l’intenzione di parte ricorrente di procedere alla demolizione e ravvisata pertanto l’opportunità di sospendere, nelle more, il termine per l’acquisizione al patrimonio del Comune».  Alla luce di queste valutazioni, il Tar ha quindi accolto l’istanza presentata dagli avvocati Andrea Abbamonte, Ferdinando Pinto e Giulio Renditiso «nei sensi e limiti di cui alla motivazione, ai limitati effetti della sospensione del termine per l’acquisizione al patrimonio del Comune delle aree oggetto dell’ordinanza di demolizione impugnata». La partita resta aperta e ora il confronto si sposta soprattutto sul fronte penale.