Interdittive antimafia, in provincia di Napoli 136 emesse lo scorso anno dalla Prefettura
La battaglia contro i tentacoli della criminalità organizzata nell’economia napoletana non conosce tregua. I dati aggiornati al primo trimestre del 2026 restituiscono l’immagine di una Prefettura di Napoli in prima linea, impegnata in un’opera di bonifica costante del tessuto imprenditoriale locale. Nel corso dell’intero 2025 sono state ben 136 le interdittive antimafia firmate dal prefetto Michele di Bari, un numero che testimonia la pervasività dei clan ma anche la capacità di risposta delle istituzioni. Il trend non sembra flettere nel nuovo anno: nei soli primi due mesi del 2026, infatti, sono già nove i provvedimenti sottoscritti, a conferma di un’attenzione che, come sottolineato dallo stesso prefetto, resterà altissima per scongiurare il rischio di inquinamento dei flussi finanziari e degli appalti pubblici.
L’attività istruttoria condotta dagli uffici della Prefettura ha passato al setaccio un ventaglio estremamente diversificato di attività economiche, tanto nel capoluogo quanto nei numerosi Comuni della provincia. Sotto i riflettori sono finiti settori storicamente esposti alle mire dei clan, come l’edilizia e il delicato comparto delle onoranze funebri, ma un focus particolare è stato riservato anche alle imprese impegnate nella gestione del ciclo dei rifiuti. I report redatti evidenziano una strategia criminale sempre più sofisticata, basata su una rete intricata di compartecipazioni e cointeressenze finanziarie che puntano a nascondere i reali beneficiari delle attività economiche dietro prestanome o strutture societarie complesse.
Il prefetto Michele di Bari ha ribadito che l’obiettivo primario di questa massiccia operazione di monitoraggio è la tutela della libera concorrenza e delle tantissime imprese sane che operano nel quadro della piena legalità. Queste realtà, ha ricordato il rappresentante del Governo, rappresentano la spina dorsale del territorio e meritano il sostegno incondizionato di tutte le istituzioni. Tuttavia, l’emissione del provvedimento interdittivo è solo il primo passo di un processo che richiede una vigilanza costante. Per questo motivo, la Prefettura ha inviato precise circolari non solo alle forze dell’ordine, ma anche a tutti i sindaci dell’area metropolitana, richiamandoli alle proprie responsabilità.
Il ruolo degli Enti Locali risulta infatti decisivo nella fase esecutiva. Le ditte colpite da interdittiva non perdono solo la possibilità di stipulare contratti con la Pubblica Amministrazione, ma devono essere immediatamente destinatarie di revoche di licenze, autorizzazioni e concessioni rilasciate in precedenza. La sollecitazione del prefetto ai primi cittadini punta a garantire che non vi siano falle nel sistema e che i provvedimenti adottati vengano rispettati alla lettera, impedendo alle imprese vicine ai clan di continuare a operare sul mercato attraverso canali amministrativi residui. La sfida per il 2026 resta dunque quella di un coordinamento sempre più stretto tra Stato e autonomie locali per blindare l’economia campana dalle mani della malavita.

