La gestione idrica resta interamente pubblica, Roberto Fico sconfessa Vincenzo De Luca
PALAZZO SANTA LUCIA
6 marzo 2026
PALAZZO SANTA LUCIA

La gestione idrica resta interamente pubblica, Roberto Fico sconfessa Vincenzo De Luca

La Giunta regionale stoppa la selezione del socio privato per la gestione degli acquedotti: annullata in autotutela la procedura varata dall’amministrazione De Luca
Marco Cirillo

Il governo della Regione Campania segna una netta inversione di tendenza rispetto alle politiche del passato, rimettendo al centro del dibattito politico il principio dell’acqua come bene comune sottratto alle logiche del profitto. Con una delibera varata oggi, la Giunta guidata da Roberto Fico ha ufficializzato il ritiro in autotutela della procedura per la selezione del socio privato di Grandi Reti Idriche Campane (Gric Spa). Si tratta di un atto di forte valenza politica e amministrativa che di fatto smantella il modello di gestione misto pubblico-privato concepito durante la scorsa consiliatura sotto l’egida di Vincenzo De Luca, il quale prevedeva l’ingresso di un partner industriale al 49% con un affidamento trentennale dei servizi di adduzione primaria.

 

L’oggetto della contesa riguarda le arterie vitali della distribuzione idrica regionale, ovvero le grandi infrastrutture che trasportano volumi immensi d’acqua in tutto il territorio, come l’Acquedotto campano occidentale e il nascente invaso di Campolattaro. La Gric Spa, società costituita lo scorso anno, era stata pensata proprio per gestire questa complessa architettura idrica coinvolgendo capitali e competenze private. Tuttavia, la nuova amministrazione ha deciso di fermare i motori, anche alla luce di un complesso contenzioso giuridico pendente presso il Tar Campania. I giudici amministrativi avevano già disposto la sospensione dell’efficacia del bando di gara, con un’udienza di merito fissata per l’11 marzo che avrebbe potuto sancire la fine del progetto per via giudiziaria. La mossa della Giunta Fico anticipa i tempi, riportando la questione su un binario squisitamente politico e identitario.

 

Per il presidente Fico, questa scelta rappresenta la coerenza con un percorso politico decennale che affonda le radici nei referendum del 2011 e nella battaglia per l’acqua pubblica. Il governatore ha sottolineato come l’amministrazione delle risorse idriche sia una questione di fondamentale importanza che richiede scelte orientate esclusivamente alla tutela del bene comune, garantendo al contempo efficienza operativa e tariffe eque per i cittadini. La decisione di ritirare il bando non è solo un atto di blocco, ma l’inizio di una nuova fase istruttoria volta a ridefinire un modello gestionale integralmente pubblico, capace di valorizzare la risorsa idrica senza le intermediazioni del mercato che, secondo la visione dell’attuale esecutivo, rischiavano di anteporre i dividendi degli azionisti alle necessità della collettività.

 

Il passaggio alla gestione pubblica totale non sarà privo di sfide tecniche ed economiche. La gestione delle grandi reti richiede investimenti massicci e una manutenzione costante per contrastare le perdite idriche che ancora affliggono il sistema regionale. La sfida della Giunta sarà ora quella di dimostrare che il settore pubblico è in grado di gestire infrastrutture così critiche con la stessa, se non superiore, efficienza rispetto ai privati. Nel frattempo, il ritiro della procedura di gara chiude definitivamente la stagione della Gric Spa così come era stata originariamente concepita, aprendo una riflessione profonda sul futuro delle tariffe e sul controllo democratico di un servizio essenziale che deve restare rigorosamente fuori dalle logiche commerciali.