La storia di Marilena, 60enne di Gragnano bloccata a Dubai con la nipotina di 5 mesi
GUERRA IN MEDIO ORIENTE
6 Marzo 2026
GUERRA IN MEDIO ORIENTE

La storia di Marilena, 60enne di Gragnano bloccata a Dubai con la nipotina di 5 mesi

Era partita per stare con la figlia, ora vive l'inferno dei bunker
Anna Santaniello

«Quando sentiamo i caccia passare scappiamo subito. Con noi c’è una bambina di cinque mesi». Dall’altra parte del telefono la voce di Marilena, sessant’anni, originaria di Gragnano, è segnata dalla tensione. La donna si trova ancora bloccata a Dubai, negli Emirati Arabi Uniti, dove era arrivata insieme al figlio per far visita alla figlia, al genero e alla loro bambina. Il rientro in Italia era previsto per il primo marzo.

Ma la situazione è precipitata improvvisamente.«Sabato si è scatenato l’inferno», racconta al telefono. «Quella notte siamo scesi nel bunker sotto il palazzo di mio genero con la bambina piccola. Siamo rimasti lì mentre fuori si sentivano i rumori dei caccia». Da quel momento la famiglia vive in uno stato di allerta continua. Le giornate scorrono con lo sguardo sempre rivolto al telefono e alle notizie, nella speranza di capire se la situazione stia migliorando o peggiorando.

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«Gli allarmi suonano spesso e noi siamo sempre pronti a scendere. Dal diciottesimo piano vediamo i caccia passare sopra la nostra testa». Nel tentativo di tornare in Italia, la famiglia ha provato ogni soluzione possibile. Il volo di rientro è stato modificato due volte, ma poi annullato. Anche la figlia e il genero avevano acquistato nuovi biglietti con la compagnia Emirates, nel tentativo di lasciare il Paese insieme alla neonata. «Anche quel volo è stato cancellato», racconta.Da giorni la famiglia cerca assistenza istituzionale. Si è registrata sul portale Viaggiare Sicuri e ha contattato la Farnesina e le rappresentanze diplomatiche italiane negli Emirati. «Abbiamo chiamato tutti i numeri possibili», dice Marilena.

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«Ci hanno detto che ci avrebbero messo in una lista, ma quando abbiamo richiamato oggi ci hanno detto che ci sono altre priorità».Nel frattempo il figlio e il genero si sono recati anche all’aeroporto di Dubai per cercare di acquistare un nuovo volo. Lì, racconta la donna, la situazione appariva confusa, con molte persone in attesa di informazioni e voli continuamente modificati o cancellati.«Lì abbiamo visto l’ambasciatore slovacco che stava aiutando i suoi cittadini», racconta. «Per noi italiani invece non c’era nessuno».

Il video delle studentesse di Gragnano rientrate da Dubai

La paura più grande, ripete più volte, è per la bambina. «Siamo sotto stress continuo. Quando sentiamo i caccia ci muoviamo subito per proteggerla».Per questo la telefonata diventa anche un appello.«Chiediamo solo di poter tornare a casa», dice Marilena. «Ci sentiamo completamente abbandonati. Vorremmo sentire la presenza dello Stato italiano che aiuta i suoi cittadini».Nel frattempo la famiglia prova a mantenere la calma, organizzando le giornate e preparando sempre una borsa pronta nel caso in cui suonino di nuovo gli allarmi. L’unico pensiero resta quello di riuscire a lasciare il Paese e riportare la bambina al sicuro in Italia.