L’università di Salerno rivoluziona l’immunoterapia. Ecco il kit per prevedere le tossicità
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6 marzo 2026
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L’università di Salerno rivoluziona l’immunoterapia. Ecco il kit per prevedere le tossicità

Sviluppato dal Laboratorio di Immuno-Oncologia, il test "ImmunoSAFE" identifica tramite un tampone salivare i pazienti a rischio di gravi eventi avversi, migliorando cure e sostenibilità
Giovanna Salvati

Il futuro dell’oncologia di precisione passa per i laboratori del Dipartimento di Medicina, Chirurgia e Odontoiatria dell’Università degli Studi di Salerno. In un ambito dove la personalizzazione delle cure rappresenta la nuova frontiera nella lotta contro il cancro, i ricercatori della storica “Scuola Medica Salernitana” hanno segnato un punto decisivo con lo sviluppo di un kit diagnostico innovativo. Lo strumento è progettato per risolvere uno dei nodi più critici dei trattamenti moderni, ovvero la predizione dei rischi legati agli eventi avversi immuno-correlati che colpiscono i pazienti candidati all’immunoterapia.

 

Negli ultimi anni, l’immunoterapia ha radicalmente trasformato l’approccio clinico a numerose patologie oncologiche, offrendo speranze di sopravvivenza un tempo impensabili. Tuttavia questa strategia terapeutica, che mira a risvegliare il sistema immunitario del paziente contro le cellule tumorali, non è priva di insidie. Si stima infatti che una percentuale compresa tra il 10% e il 15% dei pazienti oncologici possa manifestare reazioni avverse gravi. Questi eventi, se non previsti o gestiti correttamente, possono compromettere seriamente la qualità della vita del malato e costringere i medici all’interruzione forzata dei trattamenti salvavita.

 

Il cuore della ricerca, diretta dai professori Francesco Sabbatino e Stefano Pepe, risiede nell’identificazione di specifici biomarcatori capaci di agire come una sorta di interruttore genetico. Come spiegato dalla ricercatrice Giovanna Polcaro, la domanda scientifica di partenza era volta a capire se fosse possibile individuare preventivamente chi svilupperà tossicità. La risposta è arrivata attraverso uno studio rigoroso, i cui meccanismi scientifici sono stati validati dalla pubblicazione sul prestigioso Journal for ImmunoTherapy of Cancer. L’identificazione di questo marcatore ha permesso il passaggio dall’innovazione teorica alla pratica clinica, portando alla creazione di ImmunoSAFE, il kit diagnostico che promette di cambiare la routine ospedaliera.

 

Uno degli aspetti più rilevanti della progettualità salernitana è l’estrema semplicità di utilizzo. Il kit non richiede procedure invasive o prelievi complessi, basandosi infatti su un semplice tampone salivare che risulta estremamente gestibile per il paziente. Il processo è stato ottimizzato per essere rapido e accessibile, garantendo l’estrazione del DNA e l’analisi con un risultato certo in meno di 24 ore. Il test è inoltre progettato per essere altamente sostenibile e facilmente riproducibile in qualsiasi laboratorio clinico o ospedaliero, riducendo la necessità di macchinari eccessivamente costosi. Sapere in anticipo se un soggetto è predisposto a effetti collaterali gravi permette ai medici di calibrare la terapia con estrema precisione, evitando ricoveri d’urgenza e sofferenze inutili.

 

Oltre all’evidente beneficio per la salute, l’introduzione di questo screening su larga scala promette un impatto economico significativo sul sistema sanitario, poiché la prevenzione delle tossicità si traduce in una drastica riduzione dei costi legati alle ospedalizzazioni prolungate. L’Università di Salerno conferma così il suo ruolo di eccellenza nel panorama della ricerca internazionale, trasformando il trasferimento tecnologico in uno strumento concreto di cura che permette alla medicina di non limitarsi più a reagire alla malattia, ma di imparare a prevederne le complicanze.