Maximall Pompeii a Torre Annunziata: «Oltre 250 milioni di fatturato nel ‘25, e arriva anche Ikea»
ECONOMIA
6 marzo 2026
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Maximall Pompeii a Torre Annunziata: «Oltre 250 milioni di fatturato nel ‘25, e arriva anche Ikea»

In un anno registrati 7,5 milioni di accessi. Nasce Agorà Poppea per gli eventi. E Paolo Negri smentisce investimenti a Marina di Stabia
Raffaele Vitiello

Nel panorama del retail moderno, dove i centri commerciali si riducono spesso in non-luoghi asettici, il Maximall Pompeii di Torre Annunziata ha trovato una formula controcorrente. Non soltanto un tempio del consumo, ma un polo di aggregazione sociale e culturale che guarda alla storia millenaria del territorio per proiettarsi nel futuro e favorire rigenerazione. Il tutto con un fatturato aggregato che, per l’anno 2025, ha chiuso con la cifra monstre.

Metropolis ha incontrato Paolo Negri, imprenditore visionario e Ceo del gruppo che ha realizzato il centro, per analizzare un bilancio che va ben oltre i semplici scontrini, che tocca temi come l’occupazione, il costume e le nuove strategie dei colossi internazionali legati al centro di via Plinio di Torre Annunziata.

 

Paolo Negri, i dati del 2025 raccontano una crescita impetuosa nonostante l’inizio faticoso. Qual è lo stato di salute del Maximall?
«I numeri sono lo specchio di una visione che abbiamo coltivato con pazienza. Abbiamo chiuso l’anno con un fatturato aggregato, cioè considerando tutte le attività nel perimetro, di 250 milioni di euro. E c’è un altro dato che ci inorgoglisce: abbiamo registrato 7,5 milioni di ingressi. Ovviamente questo non è un traguardo, è solo un punto di partenza».

 

Cosa ha funzionato?
«La gente ha apprezzato la nostra idea di offerta. Non è solo una questione di quantità e di varietà, funziona il concetto della qualità a costi accessibili. Abbiamo scelto di non puntare sul lusso proibitivo, a noi interessa una qualità gradevole che non faccia sentire il cliente povero. Concetto diametralmente opposto alla logica del discount, che rischia di mortificare l’esperienza d’acquisto. La moda, per esempio: l’acquirente campano ha un gusto innato e puntare solo sul prezzo basso avrebbe snaturato la sua voglia di vestire bene. Noi abbiamo visto lungo: abbiamo offerto prodotti di qualità a buon mercato e la risposta è stata un aumento dei volumi costante».

 

Quali sono i settori più in salute?
«L’abbigliamento sta performando oltre ogni previsione. Un esempio su tutti è rappresentato dal nostro punto vendita Zara. Oggi è il quarto in Italia per volume d’affari, si posiziona subito dopo i colossi romani ed è allo stesso livello di una piazza storica come Firenze. Ma ci sono altri settori che vanno a gonfie vele e questo ci dice che il centro commerciale di Torre Annunziata è diventato un magnete. Certo, i prossimi mesi vedranno anche dei cambiamenti. Come è normale che sia, ci sono anche realtà che andranno registrate ed altre che non sono riuscite ad incontrare l’interesse del pubblico. Qualcuna sarà sostituita. Ma questo rientra nel naturale processo di sviluppo del centro».

 

Qualche brand uscirà, altri arriveranno. Può darci qualche anticipazione?
«Posso anticipare che il Maximall Pompeii sarà la nuova casa di Ikea con un format innovativo di 200 metri quadrati. Questo è un segnale fortissimo. Vuol dire che anche i giganti hanno capito l’importanza di intercettare quei clienti che si muovono per interessi e bisogni trasversali».

 

Lei ha parlato di 7 milioni di visitatori in un anno: chi è il visitatore medio del Maximall?
«Il nostro target di riferimento è composto al 60% da ragazzi e under 40. Nel complesso è una platea esigente che chiede dinamismo e cerca l’evasione. Chi viene qui si sente circondato dalla bellezza, stacca la spina della quotidianità, si concede del tempo per sé stesso. Sviluppa socialità grazie alle aree adibite agli eventi, agli intrattenimenti e al food. Nel 2025 molte eccellenze si sono consolidate, come Sorvillo, Capuano e Signorvino, che sta crescendo in modo esponenziale. C’è poi Casa Caldarelli, un punto di riferimento. Ovviamente, anche qui, come avevamo messo in conto sin dall’inizio, ci sarà qualche avvicendamento naturale. Alcuni operatori verranno rimpiazzati da brand più vicini ai gusti dei giovani».

 

A proposito di giovani, qual è il bilancio del Nexus?
«La cultura e l’intrattenimento sono pilastri fondamentali del nostro progetto. Il nostro cinema, con sette sale tecnologicamente all’avanguardia, è già il primo in Campania per presenze. Inoltre abbiamo stretto accordi con il teatro campano per soddisfare la sete di contenuti validi e di cultura che abbiamo intercettato nella domanda. Anche i live, gli eventi e gli spettacoli all’aperto sono ormai appuntamenti fissi e graditi. Non a caso per la prossima estate presenteremo tante novità e un programma ricchissimo per i nostri visitatori».

 

Può anticiparcene qualcuna?
«Vogliamo che il Maximall sia vissuto come un’esperienza immersiva. Lavoriamo per offrire l’atmosfera della Pompei antica all’interno delle nostre sale con ricostruzioni e percorsi multimediali. Fuori, allestiremo un palco fisso al centro delle fontane danzanti. La piazza sarà ancora di più il cuore pulsante delle manifestazioni. E avrà un nome speciale…».

 

Quale?
«Si chiamerà Agorà Poppea. In verità abbiamo voluto rilanciare proprio un’idea di Metropolis, che attraverso un editoriale ha proposto di dipingere il volto di Poppea sui silos del porto di Torre Annunziata come porta d’accesso via mare all’area archeologica. Credo che il Comune ci stia lavorano, so che l’idea è piaciuta anche a Gabriel Zuchtriegel e certamente è piaciuta anche a noi».

 

Questione occupazione. Qual è l’impatto sociale sulla zona?
«Molti negozi hanno già superato le soglie di fatturato previste e questo significa nuove assunzioni in prospettiva. Anche i nuovi ingressi garantiranno occupazione stabile. Nel complesso, siamo una delle realtà che assorbe più forza lavoro nel territorio. È la nostra risposta concreta alla crisi: creare valore dove c’era il nulla».

 

A proposito di territorio: si paventa un interessamento del gruppo Irgen su Marina di Stabia. Cosa c’è di vero?
«Assolutamente nulla. Lo dico in modo netto. Nonostante le suggestioni che possono arrivare da altre realtà, la nostra attenzione resta concentrata esclusivamente sul Maximall Pompeii a Torre Annunziata. Abbiamo ancora molto da fare qui. La nostra è una sfida quotidiana contro strutture che sono sul mercato da vent’anni. Vogliamo vincerla con la nostra visione che mette le famiglie, e non solo i consumatori, al centro di un progetto di sviluppo e rigenerazione».