Orlando Cinque, l’anima di Sant’Antonio Abate candidato al David come miglior attore non protagonista
Il 2026 segna l’anno della consacrazione definitiva per Orlando Cinque. Nato a Piano di Sorrento – ma da sempre vive a Sant’Antonio Abate – nel 1972, l’attore e regista carottese ha saputo trasformare la sua rigorosa formazione teatrale in una carriera cinematografica e televisiva di altissimo profilo, culminata oggi nella prestigiosa candidatura ai David di Donatello come Miglior attore non protagonista. Il ruolo che lo ha proiettato nell’Olimpo del cinema italiano è quello del Colonnello Labaro ne “La Grazia”, l’ultima, acclamata fatica del Premio Oscar, Paolo Sorrentino.
Mentre l’attesa per la cerimonia dei David cresce, l’agenda di Cinque non conosce soste. Il prossimo 15 marzo l’attore sarà il protagonista dell’anteprima nazionale tedesca del film presso lo storico cinema Babylon di Berlino, un evento che lo vedrà impegnato in un talk di approfondimento insieme al critico cinematografico Francesco Della Calce, confermando un appeal internazionale capace di spaziare con naturalezza dai palcoscenici europei al dialetto partenopeo.
Se il cinema gli regala il lustro della critica, la televisione lo ha reso un volto amatissimo dal grande pubblico. Attualmente, ogni mercoledì in prima serata su Canale 5, Cinque veste i panni di Tito Macchia nella seconda stagione di “Vanina”, la fortunata fiction ambientata a Catania che lo vede recitare al fianco di Giusy Buscemi. La sua capacità di abitare personaggi complessi affonda le radici in una lunga serie di successi, dall’iconico Trentadenari nel cult “Romanzo criminale – La serie” fino al ruolo centrale di Pietro Monaco nella serie Netflix “Briganti”. Prossimamente lo vedremo ancora protagonista nel cast fisso di “Hotel Costiera” per Prime Video e accanto a Edoardo Leo nel film Netflix “L’Invisibile”.
Orlando Cinque
Nonostante i riflettori di Cinecittà, il cuore pulsante dell’arte di Orlando Cinque resta il palcoscenico. Diplomato nel 1998 alla Scuola del Teatro Stabile di Genova, ha collaborato con maestri del calibro di Matthias Langhoff, Marco Sciaccaluga e Alessandro Gassman. La sua ricerca artistica non si limita però all’interpretazione, poiché attraverso il gruppo HANGAR-O’ e il progetto Pelikan Projekt l’attore porta avanti un lavoro pedagogico d’avanguardia.
Al centro del suo studio c’è l’eredità di August Strindberg, esplorata attraverso metodologie che fondono il teatro con la spiritualità e la psicologia, un percorso che dal gennaio 2025 ha trovato casa al Teatro Sannazzaro di Napoli. La candidatura al David di Donatello non è solo un traguardo personale, ma l’orgoglio di un’intera terra: Orlando Cinque rappresenta quell’eccellenza campana capace di restare colta e rigorosa, studiando con mostri sacri come Dustin Hoffman e Toni Servillo senza mai perdere la bussola della propria identità.
Piano di Sorrento guarda ora al suo cittadino illustre con la speranza di vederlo stringere quella statuetta, simbolo di una vita interamente dedicata, con disciplina e passione, al mestiere dell’attore.

