Ricerca, la Campania accelera: 5,4 milioni per blindare 184 nuovi ricercatori
UNIVERSITA'
6 marzo 2026
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Ricerca, la Campania accelera: 5,4 milioni per blindare 184 nuovi ricercatori

Il Ministero dell'Università vara il piano straordinario di reclutamento per stabilizzare le eccellenze nate con il PNRR. Dalla Federico II alla Vanvitelli, ecco come verranno distribuiti i fondi per fermare la fuga dei cervelli
Tiziano Valle

Il sistema accademico campano riceve una boccata d’ossigeno fondamentale per il proprio futuro. In una giornata densa di novità sul fronte della spesa pubblica, arriva la firma del Ministro dell’Università e della Ricerca, Anna Maria Bernini, sul decreto che attua il piano straordinario di reclutamento previsto dalla Legge di Bilancio 2026. Per la Campania si tratta di un investimento complessivo di 5,4 milioni di euro, destinati a finanziare l’ingresso o la stabilizzazione di 184 ricercatori. La mossa punta a risolvere una delle criticità più sentite degli ultimi anni: il rischio di disperdere l’immenso capitale umano formato grazie ai progetti del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR).

 

Il piano di finanziamento è strutturato su base biennale per permettere una programmazione solida. Nel corso del 2026, gli atenei della regione riceveranno una prima tranche di 1,2 milioni di euro, cifra che salirà a regime fino a 5,4 milioni di euro annui a partire dal 2027. Questo incremento progressivo serve a garantire che le competenze sviluppate in ambiti innovativi non rimangano confinate a contratti a termine, ma diventino parte integrante dell’organico universitario. Su scala regionale, dei 184 ricercatori previsti, ben 79 sono profili legati direttamente a percorsi PNRR, a conferma della volontà ministeriale di dare continuità ai progetti europei di alta specializzazione.

 

Analizzando la distribuzione delle risorse, l’Università degli Studi “Federico II” si conferma il polo centrale della ricerca meridionale, drenando la fetta più consistente dei fondi: 3,4 milioni di euro che serviranno a contrattualizzare 117 ricercatori, di cui 58 provenienti dalle fila del PNRR. Seguono l’Università di Salerno, con uno stanziamento di oltre 767 mila euro per 26 ricercatori, e l’Università della Campania “Luigi Vanvitelli“, che otterrà 708 mila euro per 24 nuove unità. Anche gli atenei più piccoli o specializzati vedranno un incremento dei propri ranghi: l’Università Parthenope potrà contare su 7 ricercatori (oltre 206 mila euro), L’Orientale su 6 (177 mila euro), l’Università del Sannio su 3 (88 mila euro), fino alla Scuola Superiore Meridionale che riceverà fondi per un ulteriore ricercatore.

 

Nelle parole del Ministro Bernini, questo provvedimento rappresenta un riconoscimento concreto del valore dei giovani accademici che il PNRR ha contribuito a formare. L’obiettivo dichiarato è quello di lanciare un segnale chiaro: la conoscenza non deve essere un bene precario, ma la base su cui costruire una crescita economica duratura. A livello nazionale, il piano è ancora più ambizioso, prevedendo l’assunzione totale di 2.000 ricercatori tra università ed enti di ricerca, con un investimento che toccherà i 60,7 milioni di euro annui dal 2027. Per la Campania, questa iniezione di risorse è un’occasione imperdibile per tentare di invertire la rotta della “fuga dei cervelli”, offrendo finalmente una prospettiva di stabilità a chi ha scelto di investire nel sapere all’ombra del Vesuvio.