Scafati. Prese a martellate la sorella che morì dopo quattro mesi di agonia. Chiesti 21 anni
Scafati Prese a martellate la sorella che morì Chiesti 21 anni La donna spirò in ospedale a 4 mesi dal…
Undici anni di reclusione anche in Assise Appello per Aniello Palumbo accusato di aver ucciso con una martellata la sorella durante una lite con la donna deceduta mesi dopo in ospedale. La perizia ha ritenuto che quella morte sia stata conseguenza delle ferite inferte dall’aggressione avvenuta per motivi di eredità ma per il 63enne non c’è l’aggravante della premeditazione come aveva chiesto il pubblico ministero nel suo appello (presentando istanza di ergastolo, mentre la Procura generale ha poi formulato richiesta di 21 anni). I giudici della Corte d’Assise Appello hanno accolto la tesi del difensore dell’imputato Francesco Matrone, confermando dunque il verdetto del primo grado. Novanta giorni per le motivazioni.
Scafati. Prese a martellate la sorella che morì dopo quattro mesi di agonia. Chiesti 21 anni
Scafati Prese a martellate la sorella che morì Chiesti 21 anni La donna spirò in ospedale a 4 mesi dal…
La donna morì mesi dopo in ospedale in seguito al ricovero a causa delle martellate inferte alla testa dal fratello per una vicenda di eredità. L’esame ha dovuto accertare se per quel decesso ci fosse stata l’interruzione di nesso causale, ovvero se quella morte- come aveva sostenuto la procura fosse stata conseguenza dell’aggressione da parte del fratello della vittima. Proprio la pubblica accusa aveva presentato appello contro la pena di 11 anni a carico dell’imputato ritenendo- in base alle ragioni esposte in sede di requisitoria- la condanna non proporzionata al reato contestato. La vicenda riguarda una lite finita in tragedia a causa dell’eredità. Il reato per il quale Palumbo è stato condannato è omicidio volontario con le esclusioni delle aggravanti che avevano portato a una pena meno pesante. Per la pubblica accusa l’imputato aveva colpito la sorella Maria Cristina con la volontà di uccidere: per questo motivo il magistrato inquirente della procura nocerina aveva chiesto la stangata per lo scafatese ma l’imputato in primo grado aveva dimostrato che non era sua intenzione uccidere la sorella e che la tesi della pubblica accusa era fin troppo severa per una condanna di quasi 25 anni come chiesto al collegio dei giudici e alla giuria popolare della Corte d’Assise di Salerno.
Scafati, martellate alla sorella: la verità da una perizia
Scafati. Solo il 20 ottobre, con il deposito della perizia effettuata dal consulente della Corte d’Assise Appello di Salerno cui…
Quella richiesta era diventata ergastolo nel ricorso d’Appello e poi portata a 21 anni dalla procura generale. In entrambi i casi è stata rigettata. La donna litigò con il fratello a marzo del 2022 e dopo aver subito una martellata in testa fu ricoverata in ospedale dove morì qualche mese più tardi a causa di un’infezione polmonare contratta durante la fase di ricovero. Per il consulente della procura nocerina sarebbe esistito un nesso di casualità per la morte della allora 58enne e per questo motivo che il 63enne venne accusato omicidio. Sullo sfondo liti e incomprensioni con la sorella per quella proprietà che avevano ereditato dai genitori in via Poggiomarino, zona Berardinetti, a Scafati. Ieri la sentenza bis che ha confermato il verdetto di primo grado s carico di Palumbo (che è ai domiciliari) con i giudici che hanno rigettato le richieste della procura. Novanta giorni per la motivazione.