Scontri in autostrada con i tifosi del Frosinone, stop alle trasferte per gli ultras del Savoia
IL PUGNO DI FERRO
6 marzo 2026
IL PUGNO DI FERRO

Scontri in autostrada con i tifosi del Frosinone, stop alle trasferte per gli ultras del Savoia

I disordini in autostrada prima della gara di Vibo Valentia
Pietro Costante

Stop alle trasferte per i tifosi del Savoia fino al termine della stagione. È la decisione arrivata dal Ministero dell’Interno dopo i gravi disordini avvenuti nelle scorse settimane in autostrada, dove gruppi di ultras oplontini sono stati coinvolti in scontri con i sostenitori del Frosinone mentre si dirigevano verso la trasferta di Vibo Valentia. Il provvedimento, firmato dal ministro dell’Interno, vieta a tutti i supporters del club di Torre Annunziata di seguire la squadra lontano da casa per il resto del campionato. Una misura severa, adottata già in passato in situazioni analoghe nei confronti di altre tifoserie, con l’obiettivo di prevenire ulteriori episodi di violenza e tutelare l’ordine pubblico.

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Il Savoia ha reso noto di aver ricevuto ufficialmente il decreto nella giornata odierna e ha commentato la decisione con una lunga nota, nella quale da un lato riconosce la gravità degli episodi e dall’altro difende l’immagine della propria comunità. «Un provvedimento duro, che nasce da fatti gravissimi avvenuti nelle scorse settimane e che nessuno di noi intende minimizzare», si legge nel comunicato diffuso dal club. «La violenza non è mai giustificabile. Mai. Il rispetto delle istituzioni e della legalità viene prima di tutto».

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La società ha quindi sottolineato come gli episodi non possano però definire l’intera tifoseria e la città: «Una comunità intera non può essere identificata con le azioni di pochi. Torre Annunziata, la sua gente, la sua passione e la sua storia non meritano di essere raccontate attraverso la violenza di una minoranza». Nel messaggio emerge anche la volontà del club di assumere un ruolo educativo e sociale, soprattutto nei confronti dei più giovani.

 

«Per troppo tempo molti ragazzi sono cresciuti senza una guida, figli di una città spesso lasciata sola. Noi non vogliamo giudicarli. Vogliamo prenderci la responsabilità di educarli». Un impegno che la società descrive come una vera e propria missione: «Se necessario, saremo per loro ciò che è mancato, una guida. Se necessario, saremo per loro dei genitori». Il Savoia conclude ribadendo l’obiettivo di trasformare la squadra in un simbolo positivo per il territorio: «Il Savoia deve diventare un simbolo di appartenenza, di rispetto, di legalità e di amore per la propria città. Non sarà facile. Ma le sfide più difficili sono quelle che cambiano davvero il destino di una comunità». Intanto, sul piano sportivo, la squadra dovrà affrontare il resto della stagione senza il sostegno dei propri tifosi in trasferta, mentre le autorità continueranno a monitorare la situazione per evitare nuovi episodi di violenza legati al calcio.