Sono gravemente indiziati di avere messo a segno ben 11 rapine ad altrettanti distributori di benzina, tra il 3 settembre…
foto di repertorio
L'INCHIESTA
6 marzo 2026
L'INCHIESTA
Smantellata la banda dei rapinatori dei benzinai nel Vesuviano: 6 arresti
Sei misure cautelari disposte dal tribunale di Nola: cinque arresti in carcere e un obbligo di dimora. Il gruppo avrebbe colpito per mesi tra l’area vesuviana e l’hinterland nord di Napoli.-
I colpi messi a segno anche a Somma Vesuviana, Pomigliano, Sant'Anastasia, Acerra, Casalnuovo e Castello di Cisterna
Avevano trasformato distributori di carburante e attività commerciali in bersagli abituali, colpendo con una sequenza di rapine nell’arco di pochi mesi. Una banda ritenuta responsabile di numerosi colpi nel Napoletano è stata sgominata dalla polizia al termine di un’indagine coordinata dalla Procura. Gli agenti hanno eseguito un’ordinanza di misura cautelare emessa dal Tribunale di Nola su richiesta della Procura della Repubblica di Nola nei confronti di sei persone. Cinque degli indagati sono stati condotti in carcere, mentre per un sesto è stato disposto l’obbligo di dimora nel comune di residenza e l’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria. Gli indagati sono accusati, a vario titolo, di associazione per delinquere finalizzata alla commissione di reati contro il patrimonio e l’ordine pubblico. Tra i reati contestati figurano rapine aggravate, furti, detenzione e porto abusivo di armi, ricettazione e simulazione di reato.
Colpi in tutta l’area vesuviana – Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, la banda avrebbe agito tra il 25 luglio e il 22 novembre dello scorso anno, mettendo a segno diverse rapine ai danni di dipendenti di distributori di carburante e di clienti di esercizi commerciali. I colpi sarebbero stati compiuti in diversi comuni dell’hinterland napoletano, tra cui Sant’Anastasia, Somma Vesuviana, Pomigliano d’Arco, Casalnuovo di Napoli, Castello di Cisterna, Acerra e Afragola. Un’area ampia in cui il gruppo si sarebbe mosso con rapidità, scegliendo obiettivi considerati facili e sfruttando momenti di minore affluenza.
Un covo per armi e mezzi rubati – Le indagini hanno inoltre fatto emergere l’esistenza di una struttura organizzata, con ruoli definiti tra i membri del gruppo. Gli inquirenti hanno accertato che gli indagati avrebbero avuto a disposizione un vero e proprio covo, utilizzato come base logistica. All’interno sarebbero stati custoditi armi, veicoli rubati e altro materiale utilizzato per compiere le rapine, elementi che avrebbero consentito alla banda di pianificare e mettere a segno i colpi in diverse zone del territorio. L’operazione rappresenta un colpo significativo contro una serie di episodi che negli ultimi mesi avevano alimentato preoccupazione tra lavoratori dei distributori e commercianti dell’area vesuviana. Le indagini proseguono per chiarire eventuali ulteriori responsabilità e verificare se il gruppo sia coinvolto in altri episodi simili.

