Commissione d’accesso a Sorrento: ecco da chi è composto il pool anticlan
L'OMBRA DELLA CAMORRA
6 marzo 2026
L'OMBRA DELLA CAMORRA

Commissione d’accesso a Sorrento: ecco da chi è composto il pool anticlan

A comporre l’organismo ispettivo sono il viceprefetto Vincenzo Chieffi, il capitano della guardia di finanza Francesco Tartaglione e il luogotenente dei carabinieri Giuseppe Donno.
Marco Cirillo

L’ombra della camorra si allunga sul Comune di Sorrento. Da ieri si è ufficialmente insediata la commissione d’accesso incaricata di verificare eventuali infiltrazioni o condizionamenti della criminalità organizzata nella gestione dell’ente. La decisione è stata assunta dal prefetto di Napoli Michele Di Bari su delega del Ministero dell’Interno «per verificare la sussistenza di tentativi di infiltrazione e/o di collegamenti della criminalità organizzata nel contesto dell’amministrazione del suddetto Comune». La commissione avrà tre mesi di tempo per completare le verifiche, con la possibilità di una proroga di ulteriori tre mesi.L’atto è stato notificato al commissario Rosalba Scialla, che guida il municipio dopo le dimissioni di 11 consiglieri nella primavera 2025.

La composizione della commissione d’accesso
A comporre l’organismo ispettivo sono il viceprefetto Vincenzo Chieffi, il capitano della guardia di finanza Francesco Tartaglione e il luogotenente dei carabinieri Giuseppe Donno. Il loro compito sarà ricostruire il quadro amministrativo degli ultimi anni per accertare eventuali tentativi di condizionamento da parte della criminalità organizzata. Il Comune era già commissariato dallo scorso maggio, quando l’allora sindaco Massimo Coppola fu arrestato con l’accusa di aver perceputo una tangente. Una vicenda a cui si aggiunsero poi i risvolti di un’inchiesta della Procura di Torre Annunziata su un presunto sistema di appalti pilotati al Comune. L’invio della commissione d’accesso è uno strumento per verificare se l’attività di un ente locale sia stata in qualche modo condizionata da interessi criminali. La decisione è maturata dopo una riunione riservata in Prefettura a fine febbraio ed è stata successivamente accolta dal Ministero dell’Interno.

Le interrogazioni parlamentari e i commenti
Già nel 2025 il caso era approdato in Parlamento, con interrogazioni presentate dai deputati Sergio Costa e Francesco Emilio Borrelli per chiedere chiarimenti su presunte pressioni e tentativi di condizionamento nella gestione amministrativa locale. Sul provvedimento sono intervenuti anche Sandro Ruotolo e Marco Sarracino, membri della segreteria del Partito Democratico: «La decisione del prefetto di Napoli di inviare la commissione d’accesso – spiegano – insieme alle interdittive antimafia che hanno colpito diverse società operanti nel territorio stabiese rappresenta un segnale concreto dell’impegno dello Stato nel contrasto alla camorra». Secondo Ruotolo e Sarracino, «la camorra non agisce in compartimenti separati: il territorio è per i clan un unico sistema di azione, dove in alcune aree si producono i profitti e in altre si investono, tentando di condizionare istituzioni ed economia». Per questo, concludono, «è necessario alzare il livello del contrasto e recuperare una lettura unitaria del fenomeno criminale. La camorra resta il principale ostacolo al riscatto civile ed economico delle nostre comunità».