Torre Annunziata, il paradosso: nessuna telecamera e la zona rossa resta «al buio»
Paradosso sicurezza a Torre Annunziata: la “zona rossa” resta al buio delle telecamere e l’opposizione chiede conto di scelte e verbali che, a quanto pare, non esistono. A riaccendere i riflettori è Maurizio Palumbo, consigliere di opposizione di Fare Democratico e presidente della Commissione Trasparenza, che ricostruisce un anno di sollecitazioni rimaste senza risposta concreta, messe nero su bianco in verbali e richieste formali.
«È ormai passato un anno dal consiglio monotematico sulla sicurezza. Un anno durante il quale, in commissione, continuo a richiedere con insistenza l’ampliamento del sistema di videosorveglianza cittadino», spiega, ricordando di aver presentato «ripetute richieste anche all’assessore Tania Sorrentino in merito ai fondi stanziati per questa operazione».
Nel frattempo, ricorda Palumbo, gli episodi predatori denunciati in più sedi si sarebbero concentrati soprattutto nella fascia di confine di Torre Annunziata Nord, tra via Caravelli e via Prota, strade indicate come punti sensibili e tuttora «del tutto sprovviste di impianti di videosorveglianza». Proprio quell’area, sottolinea il consigliere, è stata indicata più volte “zona rossa” dal Prefetto, a conferma della criticità del contesto e della necessità di un presidio tecnologico capace di supportare prevenzione e indagini, anche nelle ore serali e notturne.
Il passaggio che Palumbo definisce decisivo arriva «intorno al 20 febbraio di quest’anno», quando l’assessore Sorrentino è stata presente in Commissione Rigenerazione Urbana e Sicurezza annunciando l’elenco delle zone individuate per l’installazione delle nuove telecamere: «Nell’elenco mancava proprio l’area compresa tra via Caravelli e via Prota». Alla richiesta di chiarimenti, riferisce Palumbo, la risposta sarebbe stata che non si trattava di «una scelta dell’amministrazione ma delle forze dell’ordine». Da lì, la domanda successiva: vedere gli atti e capire in quale sede sia stata definita la priorità degli interventi. «Quando ho chiesto di poter visionare il verbale della riunione nella quale sarebbero state assunte tali decisioni, l’assessore mi ha riferito che non esiste alcun verbale», afferma il presidente della Trasparenza, definendo la circostanza «un fatto quantomeno insolito».
Nel confronto politico, il nodo non è solo procedurale: è l’effetto pratico sul territorio, in un’area che continua a fare i conti con segnalazioni di furti e scorribande e che, secondo l’opposizione, resta fuori dalla mappa degli interventi nonostante l’etichetta di massima attenzione. «La questione paradossale è che un’area indicata come “zona rossa” dal Prefetto sia praticamente priva di telecamere: si tratta di un atto irresponsabile da parte dell’amministrazione e di una grave mancanza di tutela della sicurezza dei cittadini», conclude Palumbo, chiedendo che vengano chiariti criteri, responsabilità e tempi dell’estensione della videosorveglianza, a partire da via Caravelli e via Prota, perché il confine Nord non resti più scoperto.

