Castellammare. Igiene urbana, mancano 15 spazzini: spunta l’ipotesi di un bando
Mancano 15 operatori nel cantiere dell’igiene urbana di Castellammare di Stabia. La maggior parte sono andati in pensione, qualcuno purtroppo è deceduto. Considerando tutti i pensionamenti in programma entro il 2027 altri 20 operatori usciranno dal ciclo produttivo e questo porterà la pianta organica dei lavoratori garantiti dalla clausola sociale a circa 111 unità, a fronte dei 146 previsti dal capitolato d’appalto.
L’incontro al Comune
Come sostituire i lavoratori garantendo trasparenza e stabilità occupazionale? Questa la domanda che è stata al centro del confronto andato in scena nelle scorse ore a Palazzo Farnese, perché il paradosso è che sono le stesse regole fissate dal Comune – nell’ambito della gara del 2022 – che non garantiscono piena trasparenza sulle assunzioni e tantomeno la stabilità occupazionale. L’appalto d’igiene urbana è gestito dalla società Velia Ambiente ed il capitolato vieta alla ditta di fare assunzioni da assegnare al cantiere di Castellammare di Stabia, quindi di operatori che poi – garantiti dalla clausola sociale -passerebbero in forza ad un’altra azienda qualora ci fosse un cambio nella gestione del servizio. Di fatto, per coprire i buchi in organico dovuti ai pensionamenti, la società – per garantire il servizio – è costretta a impiegare dipendenti diretti, nella maggior parte dei casi ingaggiati con contratti a tempo determinato, scegliendo in modo discrezionale i nuovi assunti.
Le parti sociali
Una situazione già più volte contestata dai sindacati, che hanno chiesto al Comune di rimuovere dal capitolato d’appalto il vincolo che impedisce le assunzioni e allo stesso tempo di avviare procedure trasparenti per reclutare i nuovi operatori, scacciando via tutte le ombre possibili rispetto al sospetto di favoritismi o al rischio di clientelismo. Anche perché in caso di impiego continuato sul cantiere di Castellammare gli stessi operatori selezionati dall’azienda maturano poi il diritto ad assunzioni a tempo indeterminato, senza essere passati per alcuna selezione pubblica. I sindacati, Cgil, Uil e Fiadel, nel corso dell’incontro andato in scena a Palazzo Farnese hanno ricordato che l’ultimo bando per l’assunzione di operatori ecologici a Castellammare risale addirittura al 2005. Tutti i lavoratori assunti dopo e ora in forza al cantiere stabiese hanno maturato i loro diritti sul campo, ma non sono mai passati per selezioni pubbliche. Al momento, tuttavia, non sembrano esserci margini per sbloccare questa situazione.
L’ipotesi di un bando
Secondo i dirigenti comunali non è possibile modificare il capitolato d’appalto in corso d’opera. L’unica concessione, sulla quale starebbe ragionando l’amministrazione, sarebbe quella di indire un bando pubblico per stilare un elenco di operatori idonei dalla quale l’azienda dovrebbe attingere per i contratti a tempo determinato, almeno per i prossimi tre anni. In questo modo si eviterebbe la discrezionalità sulle assunzioni, ma resterebbe il tema della stabilità occupazionale. Per questo motivo, i sindacati si sono detti pronti ad interessare anche i rispettivi legali per capire se invece ci sono i margini per rimuovere il vincolo che blocca le assunzioni a tempo indeterminato, portando poi la vicenda sul tavolo della Prefettura.

