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Il Comune di Castellammare di Stabia paga 230 euro per smaltire una tonnellata di rifiuti indifferenziati. Ogni settimana gli operatori ne raccolgono circa 300 tonnellate per le strade della città. La spesa complessiva per lo smaltimento si aggira intorno ai 3,5 milioni di euro all’anno. Oltre ad incidere direttamente sulla percentuale della differenziata, questo costo pesa anche sulla tassa sui rifiuti fino a 150 euro a famiglia.
Differenziata in calo
E’ un altro dei temi affrontati nel corso dell’incontro andato in scena a Palazzo Farnese, tra i rappresentanti delle sigle sindacali e l’amministrazione comunale. La percentuale della differenziata dopo aver raggiunto la percentuale del 63 per cento, in alcuni mesi del 2025, è scesa nuovamente al 57 per cento. Al di là della scarsa attitudine dei cittadini – in particolare in alcuni quartieri della periferia nord – a fare la differenziata, sul calo della percentuale ha inciso anche un allentamento dei controlli e delle sanzioni.
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Pochi controlli
Nel 2024 era stata avviata una campagna di sensibilizzazione nei quartieri, a cui era seguita una fase di repressione. Gli operatori bollavano i sacchetti di chi non rispettava la differenziata come “rifiuto non conforme”, poi gli agenti della sezione ambientale della polizia municipale provvedevano alle sanzioni. Un lavoro che aveva dato i suoi frutti. Il problema è che anche la polizia municipale ha delle carenze d’organico e così, a mano a mano, i controlli sono diventati più blandi e gli operatori si sono ritrovati costretti a recuperare anche i rifiuti non conformi – senza che chi li avesse conferiti fosse stato multato – per evitare problemi di carattere igienico-sanitario.
Stretta sui locali
L’idea, per provare a risalire la china, secondo quanto emerso dall’incontro, è quella di cominciare dal conferimento dei rifiuti delle attività commerciali e in particolare di quelle che lavorano nell’ambito della ristorazione. Una stretta necessaria per cercare di ridurre l’indifferenziato. Al vaglio, tra l’altro, anche la possibilità di fornire un maggior numero di carrellati ai locali, e probabilmente anche ai condomini, in modo da non lasciare cumuli di spazzatura a terra, e in particolare il vetro che poi finisce per essere mischiato con altre tipologie di rifiuti.
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L’isola ecologica
Infine, si è discusso anche del progetto per la messa a norma dell’isola ecologica di Traversa Fondo D’Orto, per la quale ci sono finanziamenti per complessivi quattro milioni di euro. L’idea è quella di trasformarla in una sede operativa dell’azienda (oggi ospitata a Sant’Antonio Abate) che si occupa della raccolta e dello smaltimento dei rifiuti a Castellammare di Stabia.