L’associazione Guide Turistiche Campania diffida il Parco archeologico di Pompei
SCAVI
7 marzo 2026
SCAVI

L’associazione Guide Turistiche Campania diffida il Parco archeologico di Pompei

L’associazione contesta l'ipotesi di personale non abilitato e presunta violazione del contratto di concessione.
Vincenzo Lamberti

Nuovo fronte di tensione attorno agli Scavi di Pompei. L’associazione Guide Turistiche Campania ha presentato un atto di diffida e messa in mora nei confronti del Parco archeologico, contestando le visite guidate organizzate direttamente all’interno del sito. L’iniziativa è stata formalizzata con un atto inviato al Ministero della Cultura, al Parco archeologico di Pompei, al comando provinciale dei carabinieri di Napoli, all’Autorità nazionale anticorruzione, al Comune di Pompei e alle società coinvolte nel servizio. Il documento è stato trasmesso dall’avvocato Bruno De Maria per conto della presidente dell’associazione, Susy Martire.

 

I percorsi didattici
Al centro della contestazione ci sono i due percorsi tematici promossi dal Parco: Pompei civica e Pompei quotidiana. Come viene riportato nell’atto, «il primo […] esplora la Pompei civica con partenza da Porta Marina superiore, e il secondo la Pompei quotidiana, con partenza da piazza Anfiteatro». Secondo l’associazione, però, il servizio di accompagnamento dei visitatori sarebbe svolto da personale non abilitato alla professione di guida turistica. Nell’atto si legge infatti che «il personale di cui il concessionario si sta avvalendo per l’erogazione dell’indicato servizio di accompagnamento e guida dei visitatori nell’area archeologica non è abilitato all’esercizio della professione di guida turistica».

 

La concessione contestata
Un altro punto della contestazione riguarda il contratto di concessione. Per l’associazione, infatti, l’accordo non prevederebbe servizi di guida ma solo attività diverse. Nel documento si sostiene che «il contratto di concessione […] non include l’affidamento al concessionario dei servizi di guida, ma solo quello di “organizzazione di percorsi temporanei speciali e di manifestazioni culturali”».

 

In base a questa interpretazione, le visite previste dal contratto riguarderebbero esclusivamente luoghi normalmente non accessibili al pubblico e acquistabili con biglietto dedicato, i cosiddetti Pompei Special Tours. Per queste ragioni il legale dell’associazione «invita e diffida […] il Ministero della Cultura e il Parco archeologico di Pompei» a «cessare le illegittime ed illecite condotte descritte e a ripristinare nell’immediatezza la legalità violata».