Ospedale unico, il sindaco di Sant’Agnello: «Per la prima volta il confronto su sedi alternative»
Il progetto dell’ospedale unico della penisola sorrentina torna al centro del dibattito politico. A riaccendere la discussione è il sindaco di Sant’Agnello, Antonino Coppola, che dopo l’incontro in Regione con il presidente Roberto Fico e il vicepresidente Mario Casillo, ha pubblicato un lungo intervento per chiarire la posizione dei Comuni. «Sul tema “Sanità e Ospedale Unico” serve un po’ di chiarezza», scrive il primo cittadino, denunciando «una narrazione distorta e tossica, un racconto non obiettivo».
La valutazione di sedi alternative
Tra gli elementi più rilevanti emersi dal confronto istituzionale c’è l’ipotesi di rimettere in discussione la localizzazione della struttura sanitaria. «Per la prima volta, i sindaci hanno posto sul tavolo di confronto la possibilità di considerare sedi alternative per la realizzazione dell’Ospedale Unico», spiega Coppola, parlando di una posizione maturata «alla luce anche delle evidenti criticità emerse». Il sindaco richiama poi un passaggio amministrativo: «La conferenza di servizi, indetta a marzo 2025 […] è ancora in corso. Non si è ancora conclusa ed evidentemente c’è un motivo».
Le criticità
Nel suo intervento Coppola entra anche nel merito del progetto, soffermandosi sulla questione del parcheggio: «L’autorimessa/parcheggio a servizio dell’ospedale […] è stata stralciata dalla progettazione per mancanza di fondi». Non solo. «Eliminata dal progetto anche la pista d’atterraggio dell’elisoccorso». Altre parti della struttura, aggiunge il sindaco, non sarebbero state incluse nell’appalto. «Le aree relative al Blocco Operatorio e alla Diagnostica per Immagini sono state escluse dall’appalto e lasciate nel progetto “al grezzo”». Coppola evidenzia inoltre la presenza di pareri negativi di alcuni enti tecnici. «Il Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco di Napoli ha espresso parere definitivo contrario», mentre «l’Arpac ha espresso e confermato parere negativo» sugli aspetti ambientali dell’area individuata. Infine, il primo cittadino richiama anche la questione dei servizi sanitari. «L’emodinamica […] non potrà esserci perché il bacino d’utenza di riferimento è inferiore a 300mila abitanti. Non è prevista neanche la stroke unit». Un quadro che, secondo Coppola, rende necessario riaprire il confronto sul futuro dell’ospedale.

