Darsena di Torre Annunziata: restyling lumaca e parcheggio pericoloso. L’eredità della giunta sciolta per infiltrazioni
Quella che doveva essere la “grande bellezza” del litorale torrese rischia di trasformarsi nel simbolo dell’approssimazione urbanistica. Sulla darsena dei pescatori di Torre Annunziata, che resta uno degli scorci più suggestivi della città, il progetto di riqualificazione sta assumendo i contorni di un paradosso: è stata realizzata una lingua di asfalto che, invece di valorizzare l’affaccio a mare, si candida a diventare il tratto di strada più pericoloso dell’intera città. Un errore di valutazione sulla pelle dei cittadini.
Al centro delle polemiche c’è il nuovo parcheggio da circa cinquanta posti auto, l’unica parte del progetto finora completata nel cantiere da 600mila euro. Già l’idea di realizzare l’area di sosta sulla darsena cozza con la prospettiva di una città che vuole recuperare la risorsa mare. Un cappio al collo, insomma. Ma il problema è la disposizione degli stalli “a pettine”, che nasconde una criticità progettuale palesemente sfuggita (gravissimo) in fase di pianificazione: lo spazio di manovra è pressoché inesistente.
Per entrare e uscire dai parcheggi, soprattutto negli stalli esterni, le vetture saranno costrette a invadere pesantemente la corsia di marcia, un tratto stradale già tristemente noto per l’alta incidentalità. Ogni manovra si trasformerà inevitabilmente in una scommessa con la sorte, e creerà enormi disagi. Un mix esplosivo di traffico congestionato e scarsa visibilità che promette di paralizzare la circolazione della zona portuale.
Questa eredità pesante risale all’amministrazione precedente guidata da Vincenzo Ascione, sciolta per infiltrazioni. Un piano figlio di una visione urbanistica che oggi appare, nel migliore dei casi, miope. L’attuale amministrazione, guidata dal sindaco Corrado Cuccurullo, si è ritrovata con le mani legate: per non perdere i finanziamenti già stanziati, è stata costretta a dare esecuzione a un progetto definito da molti “scriteriato”, pur consapevole delle enormi criticità che avrebbe generato.
Oltre al danno legato alla pianificazione, si aggiunge la beffa della gestione del cantiere. Ad oggi, l’area dei lavori appare completamente non protetta. Senza recinzioni adeguate o segnaletica di sicurezza, pedoni e auto circolano liberamente tra cumuli di detriti e materiali di risulta abbandonati dopo la stesura dell’asfalto per il parcheggio. Una situazione di degrado e pericolo che solleva seri interrogativi sulla vigilanza dei lavori.
Parcheggio a parte, sebbene l’estate sia alle porte, i lavori di smantellamento del vecchio asfalto sulla restante area della banchina non sono ancora iniziati. La speranza di vedere l’area pedonale e la pista ciclabile completate entro la stagione balneare sta svanendo sotto il peso dei ritardi operativi. Il rischio concreto è quello di passare i mesi più caldi dell’anno in mezzo a un cantiere a cielo aperto, privando i cittadini e i pescatori di uno spazio vitale.
Consapevole del vicolo cieco in cui si trova la darsena, il sindaco Corrado Cuccurullo sta lavorando a una strategia di lungo periodo per “correggere il tiro” una volta messi in salvo i fondi e avviato il cantiere. L’idea è quella di decongestionare l’area spostando la sosta delle auto altrove.
Il suo piano prevede la creazione di due poli di sosta alternativi. Il primo nell’ex Damiano. Il secondo nell’hub Portuale.
Solo con l’attivazione di queste aree sarà possibile, nei prossimi anni, correggere un clamoroso errore progettuale, eliminare quel “mostro d’asfalto” a pettine dalla darsena e trasformare l’intera area a ridosso del porto in zona pedonale capace di dare dignità alla risorsa mare e di offrire occasioni di socialità e occupazione con chioschi adibiti al ristoro e aree disponibili ad accogliere eventi pubblici.

