Pd, Francesco Dinacci eletto segretario metropolitano a Napoli
Francesco Dinacci è il nuovo segretario metropolitano del Partito democratico di Napoli. Ieri la Commissione per il Congresso di Napoli…
Francesco Dinacci, da qualche settimana segretario del Pd Metropolitano di Napoli.
Segretario, il concetto di ‘campo largo’ sembra essere in una fase di perenne manutenzione. A Napoli, città simbolo di questa coalizione con l’esperienza Manfredi, quali sono i paletti che il PD pone per evitare che l’alleanza diventi una semplice sommatoria di sigle e rimanga, invece, un progetto politico coeso guidato da una chiara identità riformista?
«Il campo largo è nato a Napoli con il sindaco Manfredi ed è diventato un modello nazionale con l’affermazione alle recenti elezioni regionali, a partire dallo straordinario successo in Campania. Qui amministriamo Comune, Città Metropolitana, la grande maggioranza degli enti locali e la Regione. C’è una forte intesa politica tra forze politiche diverse, con un ruolo centrale del Partito Democratico, come dimostrato dai risultati elettorali in città dove il campo largo arriva al 70%, sulla base di un progetto credibile di trasformazione urbana e di difesa del Mezzogiorno. La coesione politica si fonda sui programmi con una centralità delle forze politiche attorno ad una visione chiara di cambiamento della città con ottimi risultati dopo anni di immobilismo».
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Nel 2026 molti comuni strategici dell’area metropolitana torneranno al voto. Si punterà sulla continuità o dobbiamo aspettarci una rottura generazionale nelle liste del PD napoletano?
«Il prossimo appuntamento elettorale interesserà molti Comuni dell’area metropolitana. Sceglieremo in ogni città le proposte di governo migliori, le più radicate e credibili sui singoli territori, con alleanze ampie, insieme a tante forze politiche e civiche, con donne e uomini, favorendo tante forze giovani che saranno chiamate a rappresentare progetti di cambiamento per le comunità».
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Come vi muoverete sui casi Sorrento e Pompei?
«La decisione del Prefetto di Napoli Michele Di Bari di inviare la commissione d’accesso al Comune di Sorrento costituisce un segnale concreto nel contrasto alla camorra. Dopo le ultime note vicende che hanno interessato la città, di grande allarme e preoccupazione, il PD sostiene tutti gli sforzi per far tornare a Sorrento legalità, rigore e trasparenza e alzare il livello del contrasto alla criminalità organizzata. Per Pompei, che resta un Comune di grande rilevanza nell’area metropolitana di Napoli, ci muoveremo per scegliere con il circolo locale, da sempre molto attivo sul territorio, le migliori proposte per avviare una nuova stagione di governo locale».
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I rapporti tra PD e M5S a Castellammare e Torre Annunziata sono due città a guida centrosinistra dove c’è la commissione d’accesso. Continuerete a sostenere quelle giunte?
«Il Partito Democratico pone la legalità e il contrasto alla camorra come principio fondante di ogni iniziativa politica e amministrativa. Castellammare di Stabia e Torre Annunziata presentano situazioni diverse, ma l’invio delle Commissioni di accesso, a cui assicuriamo la massima collaborazione, pone la necessità di aprire una fase nuova in tutti e due i Comuni. Confermiamo la piena fiducia nella magistratura e nelle forze dell’ordine perché sia garantita la massima trasparenza. Per Castellammare di Stabia con il segretario regionale Piero De Luca abbiamo gia’ avviato nei giorni scorsi un’interlocuzione con il gruppo consiliare perché riteniamo che la città attende scelte di nettezza e di discontinuità rispetto all’attuale quadro amministrativo, pur nella stima verso il sindaco Luigi Vicinanza. Nei prossimi giorni concordero’ con il segretario regionale un approfondimento serio di ascolto del partito e del gruppo consiliare anche su Torre Annunziata».
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Il PD metropolitano si trova spesso a dover mediare anche in Regione. Qual è il suo giudizio critico sull’attuale azione della Giunta Regionale, in particolare su temi caldi come sanità e trasporti, e come si concilia la linea del Nazareno con il ‘modello Campania’?
«Le priorita’ del PD in Campania sono chiare: innanzitutto sanità territoriale e trasporti, per segnare il cambio di passo di una Regione che vuole essere protagonista di un processo di modernizzazione ma anche di giustizia sociale. E poi lavoro, per affrontare le principali vertenze industriali, le sfide delle marginalita’ e la piaga del precariato. Ambiente, a partire dalla riqualificazione della linea di costa da Castellammare a San Giovanni a Teduccio e quella del litorale dominio-flegreo, consentendo a tanti cittadini di riappropriarsi del mare. A poche settimane dall’insediamento della nuova giunta regionale, siamo soddisfatti per i primi provvedimenti, a cominciare dall’introduzione del salario minimo regionale con cui, attraverso un sistema di premialita’, si costruisce una giusta valorizzazione del lavoro nella filiera degli appalti pubblici, e dallo schema del nuovo bilancio regionale che contiene misure concrete con grande attenzione alle priorità sociali, ai trasporti, all’ambiente e alla cultura. Bene anche l’impegno del Presidente Fico sulla sanità».
Il Governo Meloni sta portando avanti riforme che sembrano penalizzare fortemente il Sud, a partire dall’Autonomia Differenziata. Come intende il PD di Napoli mobilitare non solo gli iscritti, ma l’intero tessuto civile dell’area metropolitana per contrastare un progetto che rischia di cristallizzare le disuguaglianze territoriali?
«Oramai è evidente che senza il PNRR l’Italia sarebbe in recessione. Il Mezzogiorno è in declino, abbandonato dal governo più antimeridionalista della storia repubblicana, e la destra della Meloni ripropone nuovamente il progetto dell’autonomia differenziata con la firma di pre-intese con alcune Regioni del Nord. Il PD continuerà ad opporsi ad ogni disegno che scardina la coesione sociale e il principio costituzionale dell’unità e dell’indivisibilità della Repubblica, favorendo la massima mobilitazione civile e sociale sul territorio con la collaborazione di tutte le realtà associative e culturali».
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Lei guida la federazione più grande del Sud Italia. Al di là delle alleanze elettorali, qual è la sfida sociale prioritaria che il PD deve vincere a Napoli entro il 2026 per dimostrare di essere ancora il partito dei ceti popolari?
«Per creare opportunità di crescita e ridurre le drammatiche fratture sociali sempre più estese a causa delle politiche nazionali della destra al governo del Paese, nell’agenda progressista per Napoli gli interventi di sviluppo che stanno interessando la città includono difesa dei beni pubblici essenziali, diritto alla casa, rigenerazione urbana, welfare di prossimità, investimenti nella cultura, contrasto alla povertà educativa e alle diseguaglianze sociali. Penso alla grande scommessa sugli asili nido, che restano un elemento iconico delle diseguaglianze territoriali se pensiamo al grave problema della dispersione scolastica in quartieri come Scampia, Secondigliano o Miano. Perché senza equità e giustizia sociale nessuna comunità può crescere. Con questa visione di cambiamento il PD di Napoli può guardare con fiducia al futuro».