Il Re di Napoli ha conquistato l’Italia: La settimana d’oro di Sal Da Vinci
MUSICA
8 marzo 2026
MUSICA

Il Re di Napoli ha conquistato l’Italia: La settimana d’oro di Sal Da Vinci

Sabato scorso il trionfo al festival di Sanremo. L'abbraccio dei napoletani a La Torretta e al Maradona
Michele Imparato

Diciassette anni. Tanto è durata l’attesa per rivedere Sal Da Vinci calcare il palco del Teatro Ariston. Ma il tempo, per chi sa nutrire il proprio talento con la pazienza, non è un nemico, bensì un alleato. Sabato scorso, il verdetto che non ti aspetti: “Per sempre sì” vince il Festival di Sanremo, portando la melodia napoletana sul tetto più alto della musica italiana.

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Il ritorno del “Figlio di Napoli”

Non era il favorito dai pronostici della vigilia, ma è bastata la prima nota del ritornello per capire che Sal aveva centrato l’obiettivo. Una ballata potente, classica ma moderna, capace di scalare le classifiche streaming in meno di 48 ore. Ma la vera vittoria non è nei numeri, bensì nell’abbraccio della sua gente.

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Il bagno di folla a La Torretta

Il primo atto della sua settimana da vincitore non poteva che partire da casa. Giovedì pomeriggio, il quartiere della Torretta si è fermato. Non c’erano transenne capaci di contenere l’entusiasmo: migliaia di persone si sono riversate in strada per accogliere il loro campione.

“Questa coppa è vostra, perché qui ho imparato a sognare”, ha dichiarato un Sal visibilmente commosso dal balcone di un palazzo storico.

Scene di un’emozione d’altri tempi: madri con i bambini in braccio, anziani che ricordano i suoi esordi con il padre Mario, e giovani che cantano a memoria ogni parola di quello che è già diventato l’inno dei matrimoni del 2026.

L’apoteosi allo Stadio Maradona

Se la Torretta è stata l’abbraccio intimo, lo Stadio Diego Armando Maradona è stato il boato universale. Venerdì edì sera, ospite d’onore prima del match, Sal Da Vinci è sceso in campo con il trofeo sanremese.

L’immagine resterà scolpita nella memoria: cinquantamila persone che, all’unisono, intonano il ritornello di “Per sempre sì”. Le luci dei cellulari hanno trasformato lo stadio in una costellazione di stelle, mentre la voce di Sal vibrava nell’aria fresca della sera flegrea. Non era solo un’esibizione, era la consacrazione di un artista che ha saputo evolversi senza mai tradire le proprie radici.