Castellammare. Due mesi senza consigli comunali, la minoranza: «Paralisi amministrativa»
L'ACCUSA
9 marzo 2026
L'ACCUSA

Castellammare. Due mesi senza consigli comunali, la minoranza: «Paralisi amministrativa»

I consiglieri Antonio Alfano, Antonio Cimmino e Gisella D'Apice all'attacco
Tiziano Valle

Un’amministrazione paralizzata, periferie al collasso e una gestione dei rapporti con la struttura tecnica comunale che fa discutere. È un attacco frontale quello che arriva dai banchi dell’opposizione nei confronti della giunta guidata dal sindaco Luigi Vicinanza. I consiglieri di minoranza Antonio Alfano, Antonio Cimmino e Gisella D’Amora sollevano pesanti interrogativi sulla tenuta politica e amministrativa di Palazzo Farnese.

 

La civica Stabia al Centro

Il consigliere Antonio Alfano dipinge il quadro di una città «senza guida». Il dato più allarmante riguarda il fermo istituzionale: il consiglio comunale non viene convocato da oltre due mesi. «Una situazione grave che dimostra l’assenza di una reale guida politica e amministrativa», attacca Alfano. «Si tornerà in aula probabilmente solo per approvare debiti fuori bilancio, senza alcun provvedimento strategico. Siamo alle porte della Santa Pasqua, ma più che un’amministrazione mi sembra di assistere a una via Crucis amministrativa». Nel mirino del consigliere finisce l’abbandono sistematico delle periferie — da Petraro a Moscarella, passando per Scanzano, Privati, CMI e Ponte Persica — dove strade dissestate e carenza di servizi sono la norma. Alfano denuncia inoltre il blocco di strumenti urbanistici e gestionali fondamentali come il Puc, il regolamento edilizio e la derattizzazione, sottolineando come l’assenza di molti assessori dal dibattito pubblico stia pesando come un macigno sull’azione dell’ente.

 

I consiglieri di centrodestra

A rinfocolare la polemica è la determina riguardante l’affidamento di uno studio sul fabbisogno di Taxi e NCC all’Università Vanvitelli per un importo di 15.000 euro. I consiglieri Antonio Cimmino e Gisella D’Amora contestano duramente le motivazioni dell’atto, dove si legge che gli uffici comunali non disporrebbero delle «professionalità interne dotate di specifiche competenze». «Un’affermazione grave e ingiusta nei confronti dei nostri dirigenti e funzionari», dichiarano Cimmino e D’Amora. «Professionisti che negli anni hanno gestito procedimenti complessi e che oggi vengono descritti come privi di competenze solo per giustificare il ricorso a un soggetto esterno». aggiungono. Ma c’è un altro dettaglio tecnico che solleva dubbi sulla trasparenza delle procedure. Dalla determina emergerebbe che la scelta del soggetto esterno sia frutto di un indirizzo dell’assessorato competente, non formalizzato con un atto espresso ma desumibile da uno scambio di mail con la dirigenza. «Non siamo di fronte a una scelta tecnica, ma a una scelta politica precisa», sottolineano i consiglieri, chiedendo chiarezza sul perché sia stata scavalcata la struttura interna dell’ente.

 

Il rischio paralisi

In un momento storico delicato, con la Commissione d’Accesso ancora al lavoro a Palazzo Farnese, la minoranza avverte: la legalità non deve diventare un alibi per l’immobilismo. La richiesta al sindaco Vicinanza è netta: ripristinare il pieno funzionamento degli organi democratici e dare una visione a una città che, a ridosso della stagione turistica, si ritrova ancora senza una programmazione degli eventi e con i regolamenti chiave chiusi nei cassetti.