Circumvesuviana, il grido d’aiuto dei pendolari: «Salvate la ferrovia dallo sfascio»
TRASPORTI
9 marzo 2026
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Circumvesuviana, il grido d’aiuto dei pendolari: «Salvate la ferrovia dallo sfascio»

Lettera aperta dei comitati a Regione, Ministero e Commissione Europea: «Gestito oltre un miliardo di euro dal 2015, ma il servizio resta un incubo tra guasti e soppressioni»
Pasquale Santo

Il limite della pazienza è stato superato. Con un appello perentorio che non lascia spazio a interpretazioni, i rappresentanti dei principali comitati civici dei pendolari della Circumvesuviana hanno inviato una lettera aperta alle massime istituzioni nazionali ed europee. L’obiettivo è uno solo: denunciare quello che definiscono lo “sfascio” di una delle reti ferroviarie più strategiche e, al contempo, martoriate del Paese. La missiva, intitolata emblematicamente “Fare presto!”, è stata indirizzata alla Commissione Europea, al Ministero delle Finanze, alla Corte dei Conti, al Prefetto di Napoli e ai vertici della Regione Campania.

 

A firmare il documento sono le voci storiche della protesta pendolare: Enzo Ciniglio (No al taglio dei treni), Salvatore Ferraro (Circumvesuviana-Eav), Marcello Fabbrocini (Comitato Cifariello-Ottaviano) e Salvatore Alaia (Eavitiamolo di Sperone). La loro analisi è spietata: i disservizi cronici, i continui guasti tecnici e la soppressione sistematica delle corse non sono più incidenti di percorso, ma la prova del fallimento di una gestione che dura ormai da un decennio.

 

Il documento mette sotto la lente d’ingrandimento l’imponente flusso di denaro pubblico che è transitato nelle casse dell’Ente Autonomo Volturno. Secondo i firmatari, dal 2015 ad oggi, per le sole linee vesuviane, Eav ha gestito risorse superiori al miliardo di euro. Si tratta di fondi europei (FESR e PNRR), stanziamenti nazionali e regionali che avrebbero dovuto modernizzare l’infrastruttura. Tuttavia, la realtà denunciata dai passeggeri racconta una storia diversa: cantieri lumaca, ritardi infiniti nella consegna delle opere e, soprattutto, una flotta di treni che fatica a garantire i livelli minimi di mobilità.

 

I pendolari sottolineano come i diritti costituzionali alla mobilità siano quotidianamente calpestati. L’allarme sociale è amplificato dalla vicinanza delle festività pasquali. Con l’arrivo imminente della prima grande ondata di turisti della stagione, i comitati temono che la fragilità del servizio possa sfociare in problemi di ordine pubblico nelle stazioni, già congestionate e spesso prive di assistenza adeguata. La Circumvesuviana, che dovrebbe essere il biglietto da visita per chi visita Pompei, Ercolano e la Penisola Sorrentina, rischia di trasformarsi in una trappola per migliaia di persone.

 

La critica si sposta poi sul piano comunicativo e relazionale. Nella lettera si legge un duro atto d’accusa contro i vertici di Eav, colpevoli, secondo i rappresentanti civici, di aver risposto alle istanze dei cittadini con silenzi, vaghe promesse o, in alcuni casi, con toni offensivi. «I pendolari sono colpevoli solo di denunciare i disservizi che vivono sulla propria pelle», scrivono i rappresentanti, evidenziando come la trasformazione della ferrovia in un “incubo” stia danneggiando non solo i lavoratori e gli studenti, ma l’intera economia dell’area vesuviana.

 

L’appello alla Procura Generale della Corte dei Conti e al Ministero delle Finanze suggerisce la richiesta di un controllo ispettivo sulla congruità della spesa e sull’efficacia degli appalti. La richiesta è chiara: non bastano più i proclami sui futuri investimenti; serve un intervento d’emergenza per mettere in sicurezza il presente e restituire dignità a una comunità che, da dieci anni, chiede solo di poter arrivare puntuale a destinazione. La parola passa ora alle istituzioni chiamate in causa, con la consapevolezza che il tempo delle “vaghe promesse” sembra essere definitivamente scaduto.