Formazione e lavoro, patto tra 200 attività per rilanciare il turismo nel comprensorio di Castellammare di Stabia
TURISMO
9 marzo 2026
TURISMO

Formazione e lavoro, patto tra 200 attività per rilanciare il turismo nel comprensorio di Castellammare di Stabia

Formazione, itinerari ed esperienze tra mare, monti e borghi: l’iniziativa mette in rete imprese e associazioni degli otto comuni dell’antico Ager Stabianus per attrarre un turismo di qualità.
Gaetano Angellotti

Grande lavoro in pochi mesi per il Comitato Identità Stabiane, impegnato nella costruzione di nuove strategie di marketing territoriale e rilancio turistico dell’antico Ager Stabianus, l’area che comprende Agerola, Casola di Napoli, Castellammare di Stabia, Gragnano, Lettere, Pimonte, Sant’Antonio Abate e Santa Maria La Carità. Al centro del progetto c’è la valorizzazione dell’identità territoriale di questi luoghi, attraverso una rete tra associazioni, imprenditori e realtà locali con l’obiettivo di sviluppare iniziative condivise di formazione, eventi e promozione turistica.

 

Una rete per attrarre turismo di qualità

«Siamo partiti da un’idea comune: incentivare l’incoming di un turismo medio-alto, puntando sulla nostra identità territoriale, dall’Ager Stabianus ad oggi», spiega Luisa Del Sorbo, dirigente dello Stabia Main Port, approdo per mega e gigayacht nel centro di Castellammare di Stabia, e presidente del Comitato Identità Stabiane. «Le associazioni coinvolte sono sempre più numerose e la rete tra le aziende territoriali è sempre più forte. Siamo pronti a partire già da aprile con percorsi formativi, nuovi itinerari turistici ed esperienze legate al territorio. Parallelamente stiamo lavorando a progetti più complessi per i quali abbiamo chiesto un confronto con le istituzioni locali e regionali». Del Sorbo precisa anche la natura del comitato: «Non siamo una DMO e non siamo abilitati a chiedere fondi pubblici. L’obiettivo non è fare rete per andare a caccia di finanziamenti, ma mettere insieme professionalità e competenze per migliorare la vivibilità del territorio e favorire sviluppo economico, turistico e occupazionale».

 

Al via i corsi di formazione

Le prime attività partiranno ad aprile con corsi di formazione professionalizzanti realizzati in collaborazione con la Fondazione Parco dei Monti Lattari e l’associazione Agem. Il progetto è coordinato da Pierluigi D’Apuzzo, presidente Slow Food Costiera Sorrentina/Stabia/Capri, e da Mariella Verdoliva, presidente della Fondazione Parco dei Monti Lattari. I percorsi formativi sono stati selezionati insieme ad Antonio Pede, presidente dell’Agem. Tra le iniziative in programma c’è il corso per guide escursionistiche specializzate nei tour del centro storico di Castellammare di Stabia, organizzato con il Comitato Borgo Antico di Stabia. Previsto anche il corso di Concierge Urbano, dedicato all’aggiornamento professionale degli operatori turistici con focus sui comuni dell’antico Ager Stabianus e sulla creazione di nuove esperienze turistiche. A ottobre partirà invece il corso di Guida Nautica, rivolto a personale impegnato nel diporto e nel trasporto passeggeri lungo la fascia costiera, in collaborazione con Assodiporto e Assoagenti Campania.

 

Nuovi itinerari tra natura, cultura e gastronomia

Parallelamente alla formazione, il comitato ha progettato una serie di itinerari turistici che uniscono trekking, cultura e tradizioni enogastronomiche. A Castellammare di Stabia i percorsi partiranno dal centro storico e toccheranno luoghi simbolo del territorio come le fontane borboniche dei boschi di Quisisana e gli orti storici, con esperienze curate dalla condotta Slow Food Costiera Sorrentina, Stabia e Capri. Tra le proposte anche l’escursione fino a Monte Coppola, con approfondimenti sui vitigni storici del territorio recuperati da Raffaele La Mura, presidente del Consorzio Penisola Sorrentina Dop. Previsti inoltre itinerari culturali con visite didattiche alla Reggia Borbonica di Quisisana, al Museo Libero D’Orsi e al Museo civico, con il supporto dell’associazione Antica Necropoli di Stabia. Un altro percorso collegherà il centro storico alla Chiesa di Pozzano passando per il Castello medievale e le chiese del borgo antico.

 

Esperienze nei comuni del territorio

Il progetto coinvolge anche gli altri comuni dell’area. A Santa Maria la Carità sono previsti tour tra frantoi, agriturismi e cantine, con degustazioni di oli Dop, vini campani e prodotti tipici del territorio, oltre a esperienze agricole come la raccolta dei prodotti della terra e attività legate alla vita contadina. A Gragnano, invece, grande spazio alla tradizione gastronomica con percorsi di past n tasting nei pastifici artigianali e lezioni dedicate alla pizza e al panuozzo guidate da Ciro Minopoli, presidente dell’Associazione Pizza e Panuozzo. A Lettere il progetto punta sulla valorizzazione del Castello e degli itinerari naturalistici tra boschi, castagneti e antichi vigneti da recuperare. A Pimonte è già stato individuato il percorso Zappino – Pino – Valle Levatoio, che sarà affiancato da esperienze stagionali come milk, wine e oil tour per raccontare le produzioni locali. I progetti per il futuro Accanto alle iniziative turistiche, il comitato sta lavorando anche a progetti più ampi che nelle prossime settimane saranno presentati agli enti competenti per aprire un confronto con le istituzioni. Tra le proposte figurano il recupero delle terre incolte per contrastare il dissesto idrogeologico, la riconversione ecosostenibile del Monte Faito e il miglioramento dei collegamenti tra i comuni dell’Ager Stabianus attraverso sistemi di trasporto sostenibili e nuove tecnologie. Il coinvolgimento delle parrocchie e del territorio «Ringraziamo tutti per le grandi adesioni e per il sostegno ricevuto, anche dalle parrocchie e dalla Curia arcivescovile di Castellammare di Stabia», conclude Luisa Del Sorbo. «Stiamo collaborando con diverse chiese per realizzare brochure informative e percorsi monumentali tra opere di Luca Giordano e altri tesori artistici custoditi nel territorio. Ringrazio inoltre i sindaci che hanno dato piena disponibilità, le Pro Loco e la professoressa Annalisa Di Nuzzo, antropologa culturale, che ha messo a disposizione la sua competenza sul tema dell’identità e delle radici territoriali»