Stefano De Martino: «Sanremo? Porterò un po’ della mia incoscienza»
TORRE ANNUNZIATA
9 marzo 2026
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Stefano De Martino: «Sanremo? Porterò un po’ della mia incoscienza»

Il conduttore del prossimo Festival intervistato da Le Iene
metropolisweb

Mentre i motori della macchina sanremese si scaldano per l’imminente futuro, c’è chi guarda già oltre l’orizzonte, con la consapevolezza di chi sa di avere tra le mani il biglietto per la sfida più importante della carriera. Stefano De Martino, designato conduttore e direttore artistico per il Festival di Sanremo 2027, ha rotto il silenzio in un’intervista a Le Iene, tracciando il perimetro emotivo di quello che definisce un “allineamento di cose” quasi magico.

La sindrome dell’Underdog e il fattore “C”

De Martino non usa giri di parole: si definisce un “underdog”. In un panorama televisivo dominato dai “senatori”, il ballerino diventato volto di punta della Rai riconosce la rapidità della sua ascesa. «Non ho questa gavetta infinita, a volte bisogna pure essere fortunati», ammette con una candida onestà che è diventata il suo marchio di fabbrica.Rispetto ai giganti che lo hanno preceduto — da Amadeus a Carlo Conti — Stefano sente di portare sul palco dell’Ariston un ingrediente diverso: l’incoscienza. Quell’energia propria di chi ha meno esperienza, che può trasformarsi in un limite fatale o, al contrario, in una boccata d’aria fresca per un format che rischia spesso l’autocelebrazione.

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Il confronto con i colleghi e il “passaggio” di Conti

Il web e i critici hanno spesso fatto il nome di Alessandro Cattelan come naturale erede del Festival, ma De Martino svicola dalla competizione con estrema eleganza. Definisce il collega «molto preparato e in gamba», ipotizzando un passaggio di testimone futuro: «Magari l’anno dopo il mio tocca a lui».Emozionante è anche il racconto del rapporto con Carlo Conti. Tra i due non sembra esserci competizione, ma un affetto sincero. «Quando l’ho guardato mi sono emozionato», racconta De Martino, ricordando il monito pratico del veterano: «Eh, ora però bisogna lavorare».Oltre la dittatura dello shareUno dei temi più caldi riguarda l’eredità degli ascolti record delle passate edizioni. Sebbene ammetta che i numeri siano il metro di giudizio del mestiere, il conduttore napoletano prova a scardinare la “dittatura dell’auditel”:«Credo che sia un pensiero paralizzante quello dei numeri. Bisogna fare una cosa in cui ti riconosci. Il bello spettacolo deve essere l’obiettivo, i numeri l’effetto collaterale».

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Un debito di gratitudine con la vita

Dalle scarpette di Amici al podio più prestigioso d’Italia, il percorso di Stefano sembra uscito da una sceneggiatura cinematografica. A 35 anni, De Martino si sente «a credito con la vita». La sua partecipazione al talent di Maria De Filippi a vent’anni gli aveva già cambiato l’esistenza; tutto ciò che è arrivato dopo è un “bonus” che accoglie con umiltà e un pizzico di scaramanzia.Non a caso, ha già promesso la sua prima intervista post-Sanremo a Le Iene, onorando un “contratto” simbolico firmato anni fa. «Anche perché molto probabilmente m’avranno licenziato», scherza lui, confermando che, nonostante l’Ariston, l’ironia resta il suo paracadute preferito.