Campania sotto scacco: l'economia di guerra costa 600 euro a famiglia
Le tensioni internazionali e il conflitto in Iran stanno scuotendo l'economia della Campania, colpendo direttamente il portafoglio dei cittadini e…
L’impennata dei prezzi dei carburanti sta innescando una vera e propria tempesta economica e politica in Italia. Nonostante la discesa delle quotazioni internazionali del petrolio — influenzata dalle dichiarazioni del presidente USA Donald Trump sulla fine del conflitto in Medio Oriente — i prezzi alla pompa continuano a correre. In autostrada, il gasolio ha superato la soglia psicologica dei 2,6 euro al litro, scatenando la protesta unanime di consumatori, autotrasportatori e imprese del settore primario.
Campania sotto scacco: l'economia di guerra costa 600 euro a famiglia
Le tensioni internazionali e il conflitto in Iran stanno scuotendo l'economia della Campania, colpendo direttamente il portafoglio dei cittadini e…
Il rinvio del Governo e la rabbia delle associazioni
La tensione è salita alle stelle dopo che il Consiglio dei Ministri (CDM) non ha inserito in agenda il tanto atteso provvedimento sulle accise mobili. Il Codacons ha definito questo ritardo “gravissimo”, sottolineando come ogni giorno di attesa si traduca in centinaia di milioni di euro di danni per le famiglie e per il comparto logistico. Secondo l’Unione Nazionale Consumatori, il rialzo del gasolio è stato dell’8,63% in soli sette giorni, rendendo necessari interventi strutturali: un taglio di pochi centesimi sarebbe considerato “una presa in giro”.
2026, l'anno zero del Medio Oriente. I motivi di una guerra regionale
L'escalation che stiamo vivendo è la tragica conseguenza di un collasso diplomatico iniziato nelle prime settimane dell’anno. Il punto di…
La tesi della speculazione: Mef e Mimit al lavoro
Il ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini ha confermato che il Ministero dell’Economia (Mef) e quello delle Imprese e del Made in Italy (Mimit) stanno studiando una soluzione, pur senza fornire una tempistica certa. Salvini ha puntato il dito contro le compagnie petrolifere, accusandole di essere “velocissime ad aumentare i prezzi e lente a ridurli”. Sulla stessa linea il ministro degli Esteri Antonio Tajani, che ha promesso inflessibilità e sanzioni contro chi specula sfruttando i venti di guerra, definendo “illegali” i rincari a fronte di rifornimenti già arrivati nei depositi.
Una generazione con la guerra in tasca. Noi giovani viviamo l’angoscia in un live perenne
Anche la guerra che sta infiammando il Medio Oriente, come tutte le altre dei nostri tempi, demolisce le barriere rimaste…
L’impatto su inflazione e filiera agroalimentare
Il caro-carburante non colpisce solo chi viaggia. Assoutenti stima che un taglio delle accise potrebbe evitare una stangata da 830 milioni di euro sulla spesa alimentare delle famiglie, grazie a un effetto contenitivo sull’inflazione. La Coldiretti lancia l’allarme per l’export: i prodotti deperibili, che viaggiano su gomma, rischiano perdite per 2 miliardi di euro. Le cooperative della pesca e dell’agricoltura chiedono con urgenza il ripristino del credito d’imposta per evitare il collasso produttivo.
Oltre 1000 professionisti uccisi in guerra: gli infermieri tra i bersagli più esposti
Le guerre non distruggono soltanto città e infrastrutture, ma colpiscono anche la sanità e chi ogni giorno lavora per salvare…
Il nodo tecnico delle accise mobili
Il dibattito si sposta ora sulla gestione del gettito fiscale. Come ricordato dal Movimento 5 Stelle, quando il prezzo alla pompa esplode, lo Stato incassa quote maggiori di IVA proporzionale. La proposta è quella di utilizzare integralmente questo “extragettito” per finanziare la riduzione delle accise, un meccanismo previsto già nel 2023 ma mai attivato. Nel frattempo, le differenze tra le compagnie restano marcate: mentre i prezzi medi al self superano i 2 euro per il diesel, Eni si conferma tra le più economiche con il gasolio a 1,94 euro.