Caso Domenico: l’indagine tra Napoli e Bolzano mentre si attende l’esame dei due cuori
Proseguono senza sosta le attività investigative sulla tragica morte di Domenico Caliendo, il bambino di soli due anni e quattro mesi deceduto presso l’ospedale Monaldi di Napoli dopo un tentativo di trapianto di cuore terminato in tragedia. In queste ore, i militari del Nas di Napoli, supportati dai colleghi di Trento per l’area di Bolzano, stanno portando avanti una fitta serie di audizioni del personale sanitario. L’obiettivo è ricostruire con precisione millimetrica la catena di eventi che ha portato al decesso del piccolo, un caso che vede attualmente sette medici iscritti nel registro degli indagati con l’ipotesi di reato di omicidio colposo.
Il fulcro dell’inchiesta ruota attorno a un presunto errore tecnico fatale durante il trasferimento dell’organo dal Trentino alla Campania. Secondo le prime ricostruzioni, il cuore espiantato a Bolzano sarebbe arrivato a Napoli irrimediabilmente danneggiato a causa di temperature eccessivamente basse. Il danno sarebbe stato provocato dall’utilizzo improprio di ghiaccio secco per la conservazione, anziché del tradizionale ghiaccio clinico, una scelta che avrebbe letteralmente compromesso l’integrità dei tessuti organici prima ancora che i chirurghi napoletani iniziassero l’intervento di trapianto.
Le indagini coinvolgono due diverse equipe mediche: quella che ha effettuato l’espianto a Bolzano e quella che ha eseguito l’operazione al Monaldi. Gli inquirenti cercano di capire in quale fase sia avvenuta la decisione di utilizzare il ghiaccio secco e se ci siano state carenze nei protocolli di controllo al momento della ricezione dell’organo a Napoli. L’incidente probatorio, un passaggio fondamentale per cristallizzare le prove in vista di un eventuale processo, ha come termine fissato l’11 settembre 2026, sebbene la data potrebbe subire slittamenti in base alle memorie depositate dai consulenti di parte.
Un momento di svolta per l’intera indagine è previsto per il prossimo 28 aprile presso l’Istituto di Medicina Legale di Bari. In quella sede, i periti nominati dal tribunale e i consulenti tecnici degli indagati si riuniranno per un esame congiunto sui due reperti chiave, entrambi attualmente sotto sequestro: il cuore originario del piccolo Domenico e quello donato a Bolzano. Questo accertamento tecnico irripetibile sarà determinante per stabilire il nesso di causalità tra le modalità di trasporto e il fallimento dell’operazione, fornendo risposte scientifiche definitive su una vicenda che ha profondamente scosso l’opinione pubblica e il sistema dei trapianti nazionale.

