Emergenza carceri, presidio davanti al Tribunale di Napoli contro il sovraffollamento
VITE DIETRO LE SBARRE
10 marzo 2026
VITE DIETRO LE SBARRE

Emergenza carceri, presidio davanti al Tribunale di Napoli contro il sovraffollamento

Associazioni, garanti e terzo settore in piazza per denunciare l'abuso della custodia cautelare e il dramma dei suicidi. Ciambriello: «Barbarie e silenzio inaccettabile»
Marco Cesaro

Una coalizione eterogenea di garanti, associazioni laiche e cattoliche si ritroverà oggi pomeriggio, a partire dalle ore 15:00, in piazzale Cenni, proprio dinanzi ai cancelli del Tribunale di Napoli. Non si tratta di una protesta isolata, ma di un grido d’allarme corale contro una deriva del sistema penitenziario che molti operatori definiscono ormai fuori controllo. Al centro del presidio ci sono i temi caldi della giustizia italiana: l‘abuso della custodia cautelare, il sovraffollamento cronico delle celle, l’impennata dei suicidi dietro le sbarre e la gestione, spesso distorta, della comunicazione giudiziaria.

 

A guidare la mobilitazione è Samuele Ciambriello, Garante campano delle persone private della libertà personale, che ha puntato il dito contro quella che definisce una “giustizia mediatica” capace di generare vere e proprie barbarie. Secondo il Garante, il dibattito pubblico ha smesso di occuparsi seriamente delle condizioni di vita nelle carceri, ignorando i numeri che descrivono un’emergenza quotidiana.

 

«C’è un numero sproporzionato di persone private della loro libertà contro le regole del diritto», ha dichiarato Ciambriello, sottolineando come quasi la metà delle custodie preventive risultino, a conti fatti, indebite o illegittime, colpendo cittadini che spesso vengono poi scagionati al termine dei processi.

 

Un altro punto critico sollevato dagli organizzatori riguarda la gestione della cosiddetta “piccola detenzione”. Migliaia di detenuti, infatti, si trovano oggi a scontare residui di pena inferiori ai due anni, una soglia che per legge dovrebbe aprire le porte a misure alternative alla cella. Eppure, per carenze burocratiche o mancanza di strutture esterne, queste persone restano stipate in istituti già al collasso.

 

La critica di Ciambriello si estende anche alle recenti proposte normative del governo, ritenute insufficienti o inadeguate rispetto a una riforma della giustizia che sia realmente rispettosa dei dettami costituzionali. “Nessuno parla più di Indulto o Amnistia”, aggiunge il Garante, evocando strumenti di clemenza che sembrano essere diventati un tabù nel linguaggio politico odierno.

 

La partecipazione al presidio di piazzale Cenni si annuncia massiccia e trasversale. Accanto ai garanti provinciali e comunali di tutta la Campania, hanno confermato la loro adesione sigle storiche del volontariato e dell’impegno civile come Libera contro le mafie, Antigone, le ACLI e la Pastorale Carceraria della Diocesi di Napoli.

 

Non mancheranno le realtà di base del territorio, dal Movimento Forense ai volontari dell’ex OPG “Je so’ pazz”, fino a associazioni come Dedalus, Sale della Terra e Yairaiha ETS. Questa rete di solidarietà chiede a gran voce un aumento dei giorni di liberazione anticipata e un cambio di rotta che rimetta al centro la funzione rieducativa della pena, troppo spesso sacrificata sull’altare della sicurezza a ogni costo.