Sarno, il conto salato delle alluvioni ammonta a 100milioni di euro
FIUME SARNO
10 Marzo 2026
FIUME SARNO

Sarno, il conto salato delle alluvioni ammonta a 100milioni di euro

L'Assessora Claudia Pecoraro denuncia contenziosi, manutenzione carente e impermeabilizzazione del suolo: servono investimenti sulla difesa del territorio e tavoli interistituzionali.
Rita Inflorato

La Regione Campania deve affrontare gravi problemi legati al rischio idrogeologico lungo il fiume Sarno, tra contenziosi per danni da alluvioni, manutenzione insufficiente e impermeabilizzazione del suolo. L’assessora Claudia Pecoraro ha illustrato le criticità, le azioni già intraprese e le strategie future per ridurre i rischi e migliorare la gestione del territorio.

Secondo Pecoraro, «la Regione Campania ha un contenzioso spaventoso legato ai danni per le alluvioni provocate dal fiume Sarno». Questo contenzioso riguarda sia le abitazioni sia, soprattutto, le colture agricole. «In parte è stato risolto attraverso il collettamento fognario: così, durante le tracimazioni del fiume evitiamo almeno il problema delle acque fognarie. Per ridurre il contenzioso bisogna investire di più nella difesa del suolo: ciò che si è fatto per eventi straordinari deve diventare ordinario».

 

Claudia Pecoraro

 

Alla domanda del deputato di Forza Italia Pino Bicchielli, l’assessora ha precisato che la quantificazione complessiva del contenzioso è in fase di verifica, ma si tratta di cifre inferiori ai 100 milioni di euro l’anno.

Pecoraro ha parlato anche della centrale di Carditello, definendola «un progetto sperimentale della Regione. Quando ci siamo insediati era in fase embrionale. Si tratta di uno strumento che, grazie alla banca dati di tutte le agenzie coinvolte — Arpac, Asl e direzioni generali di Regione e Provincia — ci fornirà un’interfaccia unica per avere un quadro omogeneo delle informazioni. Sarà importante anche per studiare l’impatto del cambiamento climatico in vista del 2030».

L’assessora ha poi denunciato la mancanza storica di manutenzione ordinaria sul fiume Sarno e sui suoi affluenti. «Sul fiume Sarno scontiamo una mancanza atavica di manutenzione ordinaria», ha detto, citando il Rio Sguazzatoio (affluente del Sarno), dove dal 2021 non sono stati ripetuti interventi di dragaggio, decespugliamento e pulizia, pur essendo di competenza del consorzio. Inoltre, «nel letto del fiume si trovano i piloni di due linee di Rfi. Stiamo chiedendo soluzioni per la loro traslazione, perché attualmente possiamo dragare solo per 30-40 centimetri rispetto ai livelli previsti».

 

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Un problema aggiuntivo riguarda l’eccessiva impermeabilizzazione del suolo nei comuni attraversati dal Sarno. «Abbiamo un problema serio legato all’assoluta impermeabilizzazione del suolo dovuta alle scelte delle amministrazioni locali», ha affermato Pecoraro, citando il comune di San Marzano sul Sarno, dove alcune abitazioni coincidono con i muri di contenimento del fiume. Questo fenomeno aumenta il rischio di alluvioni ed esondazioni durante eventi di pioggia intensa.

Infine, Pecoraro ha sottolineato l’importanza di rafforzare il coordinamento tra istituzioni. «Serve un’interlocuzione interistituzionale più forte. La Regione ha già avviato confronti con i sindaci e attiverà un tavolo permanente per monitorare le condizioni di fragilità dei territori, riconoscendo l’importanza strategica del fiume Sarno», ha concluso.

La situazione del fiume Sarno mette in luce come contenziosi, manutenzione insufficiente e urbanizzazione incontrollata rendano il territorio campano vulnerabile alle alluvioni. Senza interventi strutturali e un coordinamento costante tra istituzioni locali e regionali, il rischio di nuovi danni e di gravi perdite economiche resterà elevato.