Stadio Giraud, il Riesame annulla il sequestro: il Savoia rivendica la propria estraneità
TORRE ANNUNZIATA
10 marzo 2026
TORRE ANNUNZIATA

Stadio Giraud, il Riesame annulla il sequestro: il Savoia rivendica la propria estraneità

Accolta l’istanza della società dopo i sigilli scattati il 19 febbraio su alcuni locali dell’impianto di Torre Annunziata. Il club: «Pronuncia chiara e inequivocabile, abbiamo sempre agito nel rispetto della legge».
Antonio Di Martino

Il sequestro dello stadio Alfredo Giraud viene annullato dal Tribunale del Riesame di Napoli e il Savoia rivendica la propria estraneità alle accuse. Si chiude con una decisione destinata a incidere sul piano giudiziario e su quello amministrativo la vicenda esplosa il 19 febbraio scorso, quando la polizia municipale di Torre Annunziata, su delega della Procura, aveva sottoposto a sequestro alcuni locali interni dello stadio Giraud nell’ambito di un procedimento penale che ipotizzava, a carico del legale rappresentante della società Arcangelo Sessa, reati che andavano dall’occupazione abusiva a presunte violazioni edilizie e ambientali.

Il commento del Savoia
Oggi, con un comunicato ufficiale, la SSD Savoia 1908 Football Club annuncia che il Tribunale del Riesame di Napoli ha annullato il decreto di sequestro preventivo, definendo la pronuncia «chiara e inequivocabile» e sostenendo che il provvedimento iniziale fosse stato adottato «prescindendo completamente dal complesso quadro amministrativo che disciplina l’utilizzo dell’impianto». La società richiama infatti «un sistema fatto di nulla osta sindacali, determinazioni dirigenziali di aggiudicazione, ordinanze autorizzative e pagamenti regolarmente richiesti e contabilizzati dallo stesso Comune proprietario della struttura», collocando così il contenzioso dentro una cornice più ampia rispetto alle contestazioni formulate nelle scorse settimane.

La ricostruzione
Già il 20 febbraio, il giorno successivo all’intervento, erano stati dissequestrati parzialmente diversi locali, un passaggio che il club legge ora come «un primo, significativo riconoscimento dell’inconsistenza delle contestazioni mosse». Fin dall’inizio della vicenda il Savoia aveva respinto ogni addebito, contestando la ricostruzione degli accessi e dell’utilizzo di alcune aree dell’impianto e sostenendo di avere sempre agito in forza di atti autorizzativi e interlocuzioni istituzionali con l’ente proprietario. Nel comunicato diffuso dopo la decisione del Riesame, la società ribadisce di aver «sempre operato alla luce del sole, nel pieno rispetto della legge e in costante dialogo con l’amministrazione», rivendicando «totale estraneità ai fatti» contestati nel procedimento.

Lo scenario
L’annullamento del sequestro rappresenta dunque uno snodo decisivo in una vicenda che, negli ultimi mesi, aveva intrecciato verifiche tecniche del Comune, sigilli apposti su alcuni ambienti dello stadio, contestazioni sull’utilizzo di locali ritenuti non compresi nell’affidamento e un confronto sempre più duro tra il club e Palazzo Criscuolo sul perimetro della concessione e sulle responsabilità connesse alla gestione dell’impianto. Poi il passaggio politico e identitario, con il richiamo al progetto che il club afferma di portare avanti sul territorio: «Il calcio può e deve essere uno strumento di rinascita civile». La società descrive il Giraud non soltanto come sede delle partite, ma come «un presidio di comunità», «un luogo in cui i ragazzi possono crescere lontano dalla strada» e «un simbolo di riscatto per Torre Annunziata».