Violenza sulle donne: 6 su 10 subiscono aggressioni fisiche. Il picco tra i 30 e i 39 anni
Il percorso di uscita dalla violenza in Italia rivela uno scenario di abusi sistematici e stratificati secondo gli ultimi dati ISTAT relativi alle donne che si sono rivolte ai Centri Antiviolenza nel corso del 2024. La violenza fisica colpisce la maggioranza delle assistite, con una diffusione che raggiunge il sessantaquattro per cento dei casi, mentre la violenza psicologica appare quasi universale, interessando quasi nove donne su dieci. Il quadro descrive un fenomeno dove le diverse forme di sopraffazione tendono a sovrapporsi, rendendo il recupero delle vittime un processo estremamente complesso e delicato.
Oltre all’aggressione fisica, i dati evidenziano una pluralità di abusi che spaziano dal piano sessuale a quello economico. Oltre la metà delle donne ha subito minacce dirette e più di una su cinque è stata vittima di stalking o cyberstalking. Per quanto riguarda la sfera sessuale, circa il dieci per cento ha subito uno stupro o un tentato stupro, a cui si aggiungono molestie online, revenge porn e costrizioni ad attività degradanti. Non meno rilevante è la violenza economica, che colpisce quattro donne su dieci limitandone l’autonomia finanziaria, mentre restano numericamente minoritarie ma drammatiche le forme legate alla tratta o alle violazioni della Convenzione di Istanbul, come i matrimoni forzati.
L’incidenza delle diverse tipologie di abuso varia significativamente in base all’anagrafica delle vittime. Le donne tra i trenta e i trentanove anni sono quelle che hanno subito maggiormente la violenza fisica, raggiungendo una quota superiore al settanta per cento. Al contrario, la violenza sessuale riguarda in misura superiore le giovani con meno di ventinove anni. Un dato quasi totalitario emerge per le donne con più di trent’anni, le quali nel novantasei per cento dei casi hanno subito almeno una forma di violenza tra minacce, stalking, abusi psicologici o economici.
Uno dei dati più allarmanti riguarda la natura multidimensionale del trauma. Solo una minima parte delle donne subisce un unico tipo di violenza, mentre per circa un terzo delle vittime le forme di sopruso subite sono quattro o più. L’indagine mette inoltre in luce il peso dell’eredità intergenerazionale: chi ha assistito a episodi di violenza durante l’infanzia presenta un rischio sensibilmente maggiore di subire abusi multipli in età adulta. Questa differenza statistica testimonia quanto la trasmissione del trauma familiare sia un fattore determinante nell’esposizione al rischio di subire ulteriori violenze nel corso della vita.

