Castellammare: colpo da 2,5 milioni nel 2024. Così rapinarono un carico di iPhone, 4 arrestati | I NOMI
RAPINA MILIONARIA
11 Marzo 2026
RAPINA MILIONARIA

Castellammare: colpo da 2,5 milioni nel 2024. Così rapinarono un carico di iPhone, 4 arrestati | I NOMI

Sequestrarono l’autista e rubarono 2mila dispositivi della Apple Presi quattro rapinatori, sequestrati anche 11 chili di cocaina. Stavano progettando altri raid in tutta Italia
Michele De Feo

Si erano finti poliziotti per rubare 1.733 iPhone 16 e altri dispositivi Apple di ultima generazione, tra cuffie, auricolari e Apple Watch, per un valore complessivo di quasi 2,5 milioni di euro.

 

La banda che entrò in azione all’alba del 18 settembre 2024 è stata finalmente incastrata dai Carabinieri della Compagnia di Castellammare di Stabia, dopo diciotto mesi di indagini serrate che hanno ricostruito nei dettagli ogni fase della rapina e della successiva distribuzione della refurtiva.

 

In manette sono finiti i 4 componenti della banda che effettuarono il colpo: Alfredo Migliaccio, 63 anni, Antonio Migliaccio, 61 anni, Michele Murolo, 59 anni e Romeo Romano, 75 anni, colpo si consumò lungo via traversa Varo I, al confine tra Castellammare di Stabia, una strada di passaggio che conduce percorrendo poche centinaia di metri all’autostrada.

 

La Ford Puma grigia dei rapinatori si fermò di traverso, all’altezza di un piazzale adiacente ad un’altra attività commerciale, davanti al Doblo bianco che trasportava la merce, impedendo al corriere di proseguire. Uno dei membri della banda mostrò una paletta simile a quella in dotazione alle forze dell’ordine, trasformando l’agguato in un falso controllo di polizia, mentre un altro puntava una pistola in faccia all’autista.

 

In pochi istanti, l’uomo fu costretto a scendere e caricato sull’auto dei banditi, mentre un altro componente prendeva il volante del Doblo. Il furgone, ora sotto il loro controllo, fu scortato lungo l’autostrada fino alla fuga definitiva, mentre l’autista veniva abbandonato poco dopo, in provincia di Caserta, illeso ma sotto shock. Solo in quel momento l’uomo potè avvertire le forze dell’ordine che immediatamente fecero partire le indagini.

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Castellammare: colpo da 2,5 milioni nel 2024 a corriere Apple, 4 arrestati

Castellammare.Si spacciavano per rappresentanti delle forze dell’ordine, utilizzando una paletta segnaletica e una pistola per fermare i vettori stradali, ma…

Gli arresti

Dopo diciotto mesi di indagini, i Carabinieri hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere firmata dal Gip Emanuela Cozzitorto del Tribunale di Torre Annunziata, su richiesta della Procura della Repubblica guidata dal procuratore Nunzio Fragliasso. Sono stati arrestati Alfredo Migliaccio, 63 anni, Antonio Migliaccio, 61 anni, Michele Murolo, 59 anni e Romeo Romano, 75 anni, tutti residenti tra Napoli e Casoria.

 

Altri due soggetti sono indagati a piede libero per ricettazione, uno dei quali dovrà comparire nelle prossime settimane per l’interrogatorio preventivo. Le accuse principali a carico dei quattro arrestati sono rapina a mano armata e sequestro di persona, con contestazioni aggiuntive di detenzione e porto illegali di arma da sparo e rice tazione.

 

L’inchiesta Nella notte tra lunedì e martedì, i Carabinieri della Compagnia di Castellammare, coordinati dal maggiore Giuseppe De Lisa, con il supporto delle Compagnie di Casoria e Napoli Stella, hanno dato esecuzione ai provvedimenti restrittivi e a due decreti di perquisizione.

 

Le indagini, condotte dalla Sezione Operativa di Castellammare e coordinate dalla Procura della Repubblica, hanno permesso di ricostruire la rapina ai danni del corriere incaricato della consegna dei dispositivi. Oltre agli iPhone 16, furono sottratti 455 cuffie e auricolari Apple Pods e 145 Apple Watch, per un valore stimato di 2,5 milioni di euro.

 

L’attività investigativa ha consentito non solo di individuare il presunto ricettatore dei dispositivi e recuperare parte della refurtiva presso l’abitazione dei genitori dello stesso, ma anche di far emergere ulteriori condotte criminali perpetrate dai membri del gruppo o in procinto di essere commesse.

 

Durante le perquisizioni precedenti erano stati rinvenuti circa 140.000 euro in contanti, 11 kg di cocaina, tre pistole e numerosi proiettili. Alcuni componenti della banda, nonostante la rapina avesse già fruttato circa 600.000 euro, si erano immediatamente attivati per organizzare ulteriori attività predatorie su tutto il territorio nazionale.

L’agguato al Doblo

Il colpo commesso a Castellammare fu preparato con estrema accuratezza. Nei giorni precedenti, i rapinatori avevano effettuato diversi sopralluoghi lungo il percorso del corriere, studiando tempi, percorsi, punti di fuga e eventuali punti di osservazione.

 

L’alba del 18 settembre vide la Ford Puma grigia fermarsi di traverso davanti al Doblo, mentre i membri della banda trasformavano un normale controllo in un vero e proprio agguato. La paletta e la pistola servivano a creare l’illusione di un intervento legittimo delle forze dell’ordine. In pochi minuti, il Doblo fu neutralizzato, l’autista sequestrato e la merce rapidamente trasferita, pronta a essere immessa sul mercato nero.

 

I fotogrammi che hanno incastrato la banda

Determinante ai fini dell’indagine è stata l’analisi dei fotogrammi delle telecamere di videosorveglianza installate lungo via Varo e nelle immediate vicinanze. Le immagini hanno documentato ogni fase del raid: l’arrivo della Ford Puma, il blocco del Doblo, il sequestro dell’autista e la fuga dei mezzi.

 

Grazie a queste registrazioni, gli investigatori sono riusciti a ricostruire minuziosamente la sequenza temporale e le posizioni dei rapinatori, consentendo di individuare i responsabili e confermare le responsabilità di ciascun arrestato.

 

La professionalità della banda

Le indagini hanno rivelato la meticolosità con cui la banda organizzava le proprie azioni. Non si trattava di rapinatori improvvisati: ogni dettaglio era pianificato, dai sopralluoghi alle modalità di sequestro, fino alla gestione della merce e alla vendita tramite un ricettatore professionale.

 

L’analisi delle comunicazioni e il rinvenimento di denaro e armi hanno confermato la continuità dell’attività criminale e la volontà di replicare simili colpi in altre province italiane. Parte della refurtiva è stata recuperata, mentre le indagini hanno confermato la professionalità e l’organizzazione del gruppo criminale.

 

Al termine delle formalità di rito, i quattro arrestati sono stati associati alla Casa Circondariale Giuseppe Salvia di Napoli a Poggioreale, segnando la fine di un anno e mezzo di attività predatorie e aprendo la strada a ulteriori approfondimenti sulla rete di ricettazione che aveva permesso la vendita della merce.