Dal dolore all’impegno civile. Nasce la fondazione dedicata al piccolo Domenico Caliendo
TRAPIANTO AL MONALDI
11 marzo 2026
TRAPIANTO AL MONALDI

Dal dolore all’impegno civile. Nasce la fondazione dedicata al piccolo Domenico Caliendo

Il 18 marzo la firma davanti al notaio sancisce la nascita di un ente dedicato al supporto delle vittime di malasanità: un traguardo raggiunto grazie a una straordinaria mobilitazione nazionale
Marco Cirillo

La memoria di Domenico Caliendo trova da oggi una casa comune, un luogo fisico e giuridico dove la sofferenza individuale si tramuta in solidarietà strutturata. La firma davanti al notaio Roberto Dante Cogliandro segnerà l’atto di nascita ufficiale della Fondazione Domenico Caliendo. Questo momento solenne rappresenta il culmine di un percorso di mobilitazione che ha attraversato l’intera penisola, unendo migliaia di persone sotto le insegne del coinvolgimento e della vicinanza umana.

 

Il raggiungimento della quota di 30.000 euro, necessaria per la costituzione legale dell’ente, è stato possibile grazie a una raccolta fondi che i promotori definiscono “senza precedenti per calore e partecipazione”. Non si tratta però di un semplice adempimento burocratico, ma di un gesto politico e sociale di alto valore: la volontà della famiglia di Domenico e del Comitato promotore è quella di non permettere che il vuoto lasciato dalla perdita diventi silenzio, ma che si trasformi in una voce forte a difesa dei diritti dei cittadini all’interno del sistema sanitario.

 

La missione della Fondazione è chiara e si articola su tre pilastri fondamentali: assistenza legale, supporto psicologico e sensibilizzazione. L’obiettivo primario è fornire una bussola a chiunque ritenga di essere vittima di casi di malasanità, offrendo quegli strumenti tecnici e relazionali che spesso mancano a chi si trova improvvisamente a dover affrontare battaglie giudiziarie lunghe ed estenuanti contro grandi strutture ospedaliere. Ma c’è di più: la Fondazione vuole essere un punto di riferimento umano, affinché chi vive un dolore simile a quello di mamma Patrizia non si senta mai solo o abbandonato dalle istituzioni.

 

Accanto all’attività di tutela, l’ente si pone il compito di promuovere iniziative culturali e informative in memoria di Domenico. Queste attività mirano a rinsaldare nella pubblica opinione e tra gli operatori del settore la consapevolezza sui rischi e sulle conseguenze degli errori medici, incentivando una cultura della prevenzione e della trasparenza che possa, nel lungo periodo, migliorare la qualità stessa del Servizio Sanitario Nazionale. La Fondazione nasce dunque con lo sguardo rivolto al futuro, proponendosi come osservatorio critico e propositivo.

 

Tuttavia, come sottolineato con forza dal Comitato, la firma del 18 marzo non è un traguardo finale, bensì un “primo passo”. Per trasformare questo movimento spontaneo di generosità in una struttura operativa capace di incidere realmente sul territorio, il sostegno della collettività resta indispensabile. La sfida è quella di mantenere viva la rete di solidarietà che ha permesso questo inizio, garantendo alla Fondazione l’autonomia e le risorse necessarie per far fronte alle numerose richieste di aiuto che già si prospettano.

 

Per chi volesse contribuire a far crescere questa “casa della memoria e dell’impegno”, è possibile effettuare una donazione tramite bonifico sull’Iban del Comitato o consultare il sito ufficiale dell’ente per conoscere tutte le modalità di supporto. Napoli si appresta così a ospitare una realtà che nasce dal basso, con l’ambizione di diventare un presidio di giustizia e umanità per tutto il Paese.