Sarno sotto la lente: task force regionale per il rischio idrogeologico
Il fantasma del fango e la fragilità di un territorio ferito tornano al centro dell’agenda politica e tecnica della città…
Il caso del fiume Sarno approda a Roma e si trasforma in un atto d’accusa politico e tecnico senza precedenti. Il sindaco di Scafati, Pasquale Aliberti, non usa mezzi termini per commentare l’esito delle recenti audizioni davanti alla Commissione parlamentare d’inchiesta sul rischio idrogeologico e sismico, presieduta dall’onorevole Pino Bicchielli. Al centro della contesa ci sono le dichiarazioni della neo-assessora all’Ambiente della Regione Campania, Claudia Pecoraro, che davanti alla commissione ha espresso un giudizio critico sulla gestione del suo predecessore, Fulvio Bonavitacola, e dell’ex Presidente Vincenzo De Luca, rei di non aver risolto le storiche criticità del bacino idrografico più inquinato d’Europa.
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Per Aliberti, le parole dell’assessora regionale non sono solo un’ammissione di colpa istituzionale, ma la conferma di quanto denunciato per anni dalle amministrazioni locali. «Quanto abbiamo sostenuto con forza davanti al Prefetto e poi in Commissione parlamentare oggi trova una sponda ufficiale», attacca il primo cittadino scafatese. «La gestione De Luca ha tradito gli impegni assunti. Abbiamo documentato e denunciato ritardi sistematici, e ora scopriamo che persino dall’interno della Regione si riconosce che qualcosa si è inceppato».
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Il punto di maggiore attrito riguarda il Rio Sguazzatorio, l’affluente che durante le piogge trasforma Scafati e Angri in una laguna di fango e detriti. Secondo quanto emerso, già nel 2021 la Regione aveva previsto un intervento di dragaggio che avrebbe dovuto concludersi in pochi mesi. Invece, a distanza di cinque anni, la manutenzione ordinaria è rimasta un miraggio e le opere strutturali sono ferme al palo. «La realtà è che la precedente gestione regionale non ha garantito né continuità né tempestività», incalza Aliberti. «Scafati non può più attendere: la sicurezza dei cittadini non si garantisce con i post sui social o con i tagli del nastro a favore di camera, ma con interventi reali e costanti».
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Il Sindaco ha ripercorso in audizione quelli che definisce i “paradossi” della gestione regionale: dal blocco del faraonico progetto “Grande Sarno” fino all’incredibile vicenda del report del Consorzio di Bonifica. In quel documento, inizialmente, veniva segnalata la presenza di sostanze cancerogene nei sedimenti del fiume; una perizia successivamente sostituita e corretta parlando di meri “errori di battitura”. «Episodi che sono la fotografia esatta della noncuranza e della superficialità con cui è stata affrontata l’emergenza», sottolinea Aliberti, ringraziando l’onorevole Bicchielli per aver acceso i riflettori parlamentari su una vicenda che per troppo tempo è rimasta confinata nelle lamentele locali.
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La strada tracciata per il futuro prossimo sembra essere quella di un coordinamento più stretto e, soprattutto, vigilato. Aliberti ha accolto con favore la proposta di istituire un tavolo permanente per il Fiume Sarno e il Rio Sguazzatorio, un organismo che veda seduti allo stesso fianco la Commissione parlamentare d’inchiesta, la Regione e i Comuni interessati. L’obiettivo è chiaro: uscire dall’isolamento in cui i sindaci del bacino sono stati lasciati per un decennio, costretti a gestire emergenze enormi con strumenti ordinari e senza il supporto della cabina di regia regionale.
La battaglia di Scafati, dunque, si sposta sul piano della responsabilità politica e della pianificazione certa. Per Aliberti, non c’è più spazio per le “prese in giro”: i cittadini chiedono di poter vivere senza la paura costante della prossima allerta meteo, e la politica regionale è ora chiamata a passare dalle ammissioni di fallimento ai fatti concreti.