Allenatore chiude arbitro nello spogliatoio, sette mesi di squalifica
DILETTANTI
12 marzo 2026
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Allenatore chiude arbitro nello spogliatoio, sette mesi di squalifica

Il tecnico resterà lontano dai campi fino a ottobre
metropolisweb

Il calcio giovanile dovrebbe essere il giardino della crescita, il luogo dove il fair play e l’educazione prevalgono sul risultato. Eppure, le cronache sportive si trovano ancora una volta a dover raccontare un episodio che nulla ha a che fare con lo sport. Protagonista in negativo della vicenda è Alessandro D’Agostino, allenatore del Fiesole Calcio squadra “B”, colpito da una pesantissima squalifica di sette mesi decretata dal Giudice Sportivo.

I fatti: un post-partita da incubo

L’episodio è avvenuto al termine della sfida tra Firenze Sud S.C. e Fiesole Calcio “B”, valevole per il campionato provinciale Under 14 Giovanissimi “B” (girone M). Nonostante la partita si fosse conclusa con un netto 4-0 a favore dei padroni di casa, la tensione accumulata durante il match è degenerata in un atto di inaudita gravità.Secondo quanto riportato nel referto arbitrale, D’Agostino, al triplice fischio, si è introdotto indebitamente nello spogliatoio riservato al direttore di gara. Una volta all’interno, ha chiuso la porta a chiave, impedendo di fatto all’arbitro ogni via d’uscita. In quegli istanti di isolamento forzato, l’allenatore ha assunto un “contegno irrispettoso e minaccioso”, arrivando perfino a mettere le mani attorno al viso del giovane fischietto, pur senza stringere o provocare dolore fisico.

La dinamica e la sanzione

La situazione, potenzialmente pericolosa, si è risolta solo quando il direttore di gara è riuscito faticosamente ad aprire la porta, permettendo così l’intervento di un dirigente del Fiesole Calcio che ha provveduto ad allontanare il tecnico inferocito.

La giustizia sportiva non è stata a guardare. La motivazione della sentenza parla chiaro: il comportamento è stato giudicato lesivo non solo della dignità dell’arbitro, ma anche dei valori fondamentali della Federazione. Per questo motivo, Alessandro D’Agostino resterà lontano dai campi fino all’11 ottobre 2026.

Una riflessione necessaria sul calcio giovanile

Quello che spaventa maggiormente in questa vicenda non è solo l’atto delittuoso in sé, ma il contesto: una partita di Under 14. Parliamo di ragazzini di tredici e quattordici anni che dovrebbero vedere nell’allenatore una guida, un mentore, un esempio di gestione emotiva. Trovarsi di fronte a un adulto che perde il controllo a tal punto da “sequestrare” un arbitro lancia un messaggio devastante alle nuove generazioni.Episodi del genere riaprono il dibattito sulla sicurezza dei direttori di gara, spesso giovanissimi e lasciati soli a gestire le intemperanze di chi, a bordo campo, confonde l’agonismo con la violenza. Il silenzio assordante che segue questi atti deve essere riempito da sanzioni esemplari e, soprattutto, da un percorso di rieducazione per chiunque calchi i campi di periferia.