DENTRO IL PALAZZO
12 marzo 2026
DENTRO IL PALAZZO

Il consigliere Volpe e i giovani in aula: «Subito una legge scritta da loro» – IL VIDEO

Il capogruppo di Avanti Campania riprenderà la sua iniziativa: «Insieme ai ragazzi elaboreremo una nuova proposta normativa»
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Andrea Volpe, consigliere regionale uscente, rieletto in questa consiliatura nella quale ricopre la carica di capogruppo di Avanti Campania PSI. Ospite della rubrica “Dentro il Palazzo” negli studi tv di Metropolis.

Consigliere Volpe, lei è stato consigliere con De Luca e lo è ora con Fico. Il bilancio è passato in giunta e ora arriva in consiglio. Che giudizio si è fatto?

«Ho un giudizio positivo della giunta Fico, perché non era semplice. Abbiamo votato a fine novembre quindi dopo la proclamazione non c’è stato proprio tecnicamente il tempo di approvare il bilancio. Finalmente ci siamo con anche grande fatica: la proposta che è arrivata dalla giunta e una proposta strutturata, intelligente che conserva alcune cose come i voucher sportivi e rilancia su altre. Avevamo la legge sull’abbattimento delle barriere architettoniche che è stata rifinanziata per 1.200.000 € considerato anche che il 70-80% del bilancio regionale è vincolato rispetto a partite di giro o a fondi nazionali, penso a quello sanitario che è ovviamente obbligato diciamo sulla parte libera secondo me sono fatte delle proposte molto molto interessanti. Adesso arriva in aula presumo a fine fine marzo ecco e quello sarà un momento importante».

 

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È un momento importante anche il rapporto con il territorio perché per un consiglio regionale è fondamentale dialogare con gli elettori. Le chiedo anche un bilancio di quest’attività svolta sul territorio

«Guardi le richieste che arrivano sono tante e spesso le persone non sanno nemmeno di cosa si occupa la regione. Ma la colpa è nostra, la responsabilità di una politica che trovo troppo spesso raccontastorie. Poi ci sono cose che non posso realizzare perché non sono magari nelle competenze della regione o del ruolo che tu ti candidi a ricoprire e quindi le persone finiscono anche per allontanarsi. La fatica grande è anche questo, cioè lo sforzo di raccontare la verità alle persone e dire cosa si può fare, cosa non si può fare. Le richieste sono tantissime veramente tantissime ogni giorno. Io poi sono uno che sta tantissimo a contatto con le persone. Penso che l’incontro per la politica è fondamentale. Le proposte vengono tutte da lì, non siamo dei tuttologi, le proposte arrivano con l’ascolto dalle richieste».

 

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Qualche esempio?

«La sanità ad esempio. Se vai in ospedale, fai una visita parli con il personale e puoi avere un’idea per una proposta per cercare di migliorare quel processo». Nella precedente legislatura lei ha presentato un’idea che per certi aspetti è rivoluzionaria: i giovani in politica. Ma non solo una frase fatta visto che ai giovani lei ha fatto scrivere una legge regionale.Ci spiega che cosa ha fatto e se intende ripeterla?

«E’ nato tutto per caso: molti giovani dopo le elezioni politiche mi dicevano che non solo non sapevano chi votare, ma non sapevano nemmeno cosa si votasse. Così ebbi un’idea: scrissi un post sui social dicendo chi ha dai 16 ai trent’anni se fosse al mio posto, che cosa vorrebbe fare? Primo commento, secondo messaggio, tre messaggi, 10 messaggi. Ho raccolto 70 adesioni, le prime 70 e li ho portati nell’aula. Quindi li ho fatti sedere nei banchi al posto dei consiglieri e ho detto ragazzi questi qui che vedete a fianco a me sono i dirigenti del consiglio, sono quelli che ci aiutano a scrivere le leggi. Se avete delle idee tiratele fuori io me ne vado, vi lascio con loro».

Ed è andata bene?

«Grazie alla volontà di spronarli sono diventati 300, poi 400 quindi ho incontrato migliaia di ragazzi. Hanno fatto sei proposte di legge ed una l’abbiamo anche approvata. Siamo riusciti ad approvarla ed è straordinario pensare che dei ragazzi che sono nati al tempo dei cellulari, la generazione dei millennial, hanno dato vita a una legge che istituisce una card che si chiama Cardcultura e consente ai ragazzi campani di andare al cinema, al teatro gratuitamente».

 

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E’ un’esperienza che riperete anche in questa legislatura?

«Assolutamente sì: adesso facciamo anche una grande plenaria, un raduno con tutti quanti. Ho chiesto al mio amico Pasquale Sorrentino vicesindaco di di San Giovanni a Piro e stiamo organizzando un bel momento. Insomma insieme all’assessore Maraio vorrei invitare anche il presidente Fico, vorrei fare una roba importante con i ragazzi»

Lei ha anche detto: io ho avuto rapporti con tutti questi ragazzi e ce ne sono anche quelli che non mi hanno votato.

«Certo. Perché non era un’iniziativa finalizzata al voto. Questi ragazzi sono quelli che mi hanno reso più orgoglioso, quelli che hanno detto di no perché poi i ragazzi sono andati via più consapevoli. All’inizio le richieste erano vorrei il campetto sotto casa, più medici al pronto soccorso. E il legislativo diceva perfetto ma questo non lo puoi fare, qui non abbiamo competenza. Quindi i ragazzi sono usciti da lì più consapevoli. Hanno capito come funziona la politica e l’amministrazione di una regione.  La soddisfazione più grande è sapere che ci sono ragazzi giovani che hanno voglia di impegnarsi e che hanno la voglia di misurare il loro pensiero e le loro idee e dire questa cosa è bella»

 

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Avanti Campania, che lei guida in consiglio regionale, esprime Enzo Maraio che è l’assessore al turismo. Qual è il futuro di questo territorio, su che cosa bisogna lavorare? Il brand Campania esiste?

«Il brand Campania esiste e dobbiamo essere bravi a fare rete, a dialogare. I comuni, fra loro, si devono assolutamente parlare. Il patrimonio di bellezza, il paesaggio naturalistico anche a forte trazione turistica che è la Costa deve dialogare con le aree interne. E dobbiamo imparare a capire come destagionalizzare i flussi turistici che arrivano ogni anno sui nostri territori. Secondo me il dialogo tra le comunità diverse, tra loro peculiarità diverse, dove c’è il patrimonio materiale, immateriale e culturale che può funzionare in altri periodi dell’anno deve avere capacità ricettive rispetto a quello che sfrutta di più l’estate. Poi ci sono comuni, che abbiamo citato prima e che si trovano in montagna, la Costa quindi come dire patrimonio anche gastronomia, eccellenza sulla qualità, sulla capacità di racconto di vivere delle bellezze incredibili anche quelle sono un’esperienza. Ma tutto questo deve andare secondo me e deve essere messo in rete»

Del resto per questo nascono anche le Dmo di cui si parla molto ultimamente.

«Certo il riferimento è proprio alle Dmo sulle quali stiamo lavorando. Ragionare tutti insieme, lavorare tutti insieme, fosse per me esisterebbe una sola Dmo, ma capisco che obiettivamente è necessario per i territori organizzarsi bene».

Per vedere l’intervista clicca qui