Il “D10S” parla ai giovani: il corto sul murales di Maradona trionfa al Nafafe’
Un murales che prende vita, la voce di un mito che si fa guida e il sogno di un ragazzino che trova la forza di realizzarsi tra i vicoli della città. È questa la formula vincente di “Il murales dei campioni“, il cortometraggio diretto da Massimiliano Pacifico e prodotto da Be Line Productions, che si è aggiudicato il primo premio della seconda edizione del Nafafe’ (Napoli Film and Audiovisual Festival). La manifestazione, ospitata nella storica cornice dell’America Hall, ha visto trionfare una storia di speranza radicata nel cuore dei Quartieri Spagnoli, dove l’effigie di Diego Armando Maradona diventa protagonista attiva di un racconto di formazione che ha commosso la platea. Il protagonista, il giovanissimo Christian Cervone, è affiancato da un cast di alto profilo che include Massimiliano Rossi, Maria Bolignano e Biagio Manna, con la partecipazione straordinaria di Giovanni Simeone. Il “Cholito”, ex attaccante azzurro ora in forza al Torino, ha prestato il suo volto a un’opera che celebra il legame indissolubile tra il calcio, l’identità partenopea e le ambizioni delle nuove generazioni.
Una giuria di giovani per un festival internazionale
Il Nafafe’ si conferma una rassegna capace di guardare oltre i confini nazionali, pur restando profondamente legata al tessuto sociale della città. Su oltre mille cortometraggi pervenuti da tutto il mondo, solo dieci sono approdati alla selezione finale, giudicati da una giuria d’eccezione composta da oltre duecento studenti provenienti da sei istituti superiori napoletani (Labriola, Liceo Artistico, Rossini, Righi, Pansini e Vittorio Emanuele II). Accanto ai ragazzi, una giuria tecnica di giornalisti ed esperti ha assegnato il premio della critica a “Buddy” di Ernesto Caso, mentre il riconoscimento come miglior corto straniero è andato all’indiano Brij Parekh per “Somewhere Nowhere”. Il successo del corto di Pacifico sottolinea la caratura di un regista che, formatosi a Londra, ha saputo mantenere uno sguardo attento sulla realtà napoletana, come già dimostrato con “Gelsomina Verde” e il documentario con Toni Servillo. Il tema centrale di questa edizione, come ricordato dal direttore artistico Raffaele Riccio, è stato quello delle emozioni, esplorate attraverso voci multiculturali e linguaggi cinematografici innovativi.
Il ponte tra scuola, cinema e inclusione sociale
Uno dei tratti distintivi del Nafafe’ è stato il coinvolgimento attivo del mondo scolastico, non solo come pubblico ma come parte integrante dell’organizzazione. Gli studenti del “Rossini” hanno fornito ausilio logistico, mentre quelli del “Labriola” hanno partecipato con il progetto “Materia e immaginazione“, dimostrando come il cinema possa diventare uno strumento pedagogico fondamentale. Particolarmente significativo è stato il legame con la cooperativa sociale Nesis, attiva all’interno dell’Istituto Penale per i Minorenni di Nisida. I premi consegnati ai vincitori sono infatti ceramiche artistiche realizzate dai giovani detenuti, un gesto che sottolinea la missione del festival: valorizzare la creatività come forma di riscatto e ponte tra diverse realtà cittadine. All’evento hanno preso parte numerosi ospiti del mondo della cultura e delle istituzioni, tra cui l’assessora Chiara Marciani e il deputato Francesco Emilio Borrelli, a testimonianza di quanto la rassegna sia diventata un appuntamento fisso nel calendario culturale napoletano.
Verso la terza edizione
Con la vittoria di Massimiliano Pacifico, il Nafafe’ chiude quattro giorni di proiezioni e incontri che hanno trasformato il Vomero nel centro nevralgico della cinematografia breve internazionale. Il bilancio finale parla di una rassegna in crescita, capace di coniugare la qualità tecnica delle opere con un forte impegno sociale. Napoli si conferma così non solo un set a cielo aperto, ma un laboratorio di idee dove il cinema diventa il linguaggio privilegiato per dialogare con i giovani e raccontare le trasformazioni di una città che, anche attraverso l’immagine di un murales, continua a indicare ai suoi figli la strada per sognare.

