Bacoli, scoperta estorsione grazie all’impego di un drone
L’utilizzo dei droni nelle indagini dell’Arma dei Carabinieri dà ancora ingenti frutti. Stavolta l’impiego di questa nuova tecnologia di investigazione è avvenuto a Bacoli, in provincia di Napoli, dove un 31enne è stato colto in flagranza di reato attraverso la lente di un drone in volo.
La scena ripresa dal drone
Il soggetto, già noto alle forze dell’ordine, pretendeva 5mila euro dal titolare di un’impresa impegnata nella realizzazione di alloggi di edilizia residenziale, minacciandolo con il classico metodo intimidatorio delle mafie. Nel momento in cui l’impresario si stava arrendendo alla minaccia, porgendo la somma richiesta, i Carabinieri del Nucleo Investigativo di Napoli si presentano prontamente sul luogo per ammanettare il criminale. In attesa di giudizio, l’uomo si trova in carcere per estorsione aggravata dal metodo mafioso.
Il ruolo delle nuove tecnologie nelle indagini
Negli ultimi anni le forze dell’ordine stanno investendo sempre più nell’utilizzo di strumenti tecnologici avanzati per rafforzare l’attività investigativa. Droni, sistemi di videosorveglianza mobile, analisi digitale delle immagini e strumenti di monitoraggio remoto consentono infatti di osservare e documentare situazioni sospette in tempo reale, spesso senza essere individuati dai criminali. Tecnologie di questo tipo permettono di raccogliere prove con maggiore precisione, coordinare interventi sul territorio e ridurre i rischi operativi per gli investigatori, rendendo le operazioni contro criminalità organizzata, estorsioni e traffici illeciti sempre più efficaci.

