Napoli, il turismo non conosce soste: Pasqua da record, attesi 400mila visitatori
Napoli si prepara a un weekend di Pasqua senza precedenti, con oltre 400mila turisti pronti a invadere le strade del centro storico e dei quartieri monumentali. I dati presentati oggi alla Borsa Mediterranea del Turismo (BMT) dall’assessora Teresa Armato e dalla coordinatrice dell’Osservatorio Turistico Urbano, Valentina Della Corte, confermano che il 2026 è iniziato sotto i migliori auspici. Dopo un gennaio da 1.750.000 presenze e un febbraio da 1.700.000, le proiezioni per il mese di aprile ipotizzano il raggiungimento della soglia dei 2 milioni di turisti, complice il richiamo delle festività pasquali e il consolidamento di Napoli come meta “strutturata”.
La crescita verticale: +87% in tre anni
Il report “Dati e strategie innovative per il turismo urbano” fotografa una realtà in mutazione accelerata. Se nel 2022 Napoli registrava circa 10,7 milioni di presenze, il consuntivo del 2025 ha stracciato ogni record superando i 20 milioni di visitatori, con un incremento pari al 45% rispetto all’anno precedente. Complessivamente, tra il 2022 e il 2025, i flussi sono cresciuti dell’87%. Un volano alimentato anche dal traffico aereo: l’Aeroporto di Capodichino ha visto i propri passeggeri lievitare dai 4,5 milioni del 2021 agli oltre 13 milioni del 2024, con un ulteriore balzo nel 2025. Non si tratta più di picchi stagionali, ma di una presenza costante che ha abbattuto il “muro” che limitava il turismo ai soli mesi di maggio e dicembre.
Il profilo del nuovo turista: internazionale e fedele
Napoli non è più solo una tappa di passaggio, ma una destinazione esperienziale dove si sceglie di restare. La permanenza media è salita a 3 notti, superando città d’arte come Firenze e Venezia (ferme a 2) e avvicinandosi ai dati di Roma. Il pubblico è sempre più internazionale: oltre il 40% dei turisti stranieri proviene da Regno Unito (12,1%), Spagna (11,6%) e Francia (10,7%), con una crescita significativa della quota statunitense (5,5%). Anche il mercato domestico tiene, con flussi provenienti soprattutto da Lazio e Lombardia, oltre che dalla stessa Campania. I visitatori sono attratti dalla “genuinità” dell’offerta, che spazia dall’enogastronomia ai percorsi religiosi, fino alla scoperta di quartieri meno battuti come San Ferdinando, Capodimonte e il Vomero.
Strategie e grandi eventi: verso l’America’s Cup
L’amministrazione Manfredi è già proiettata verso le sfide future. Parte dei proventi della tassa di soggiorno sarà reinvestita in decoro urbano e servizi per migliorare la vivibilità della città, cercando di bilanciare le esigenze dei residenti con quelle dei visitatori. L’obiettivo è farsi trovare pronti per “Napoli Capitale dello Sport 2026” e, soprattutto, per l’America’s Cup del 2027, evento che si stima possa portare un ulteriore milione di turisti. “L’Osservatorio e la DMO sono stati fondamentali per rendere il turismo una realtà strutturata”, ha dichiarato l’assessora Armato, sottolineando come l’apertura di nuove aree visitabili e la costante distribuzione dei flussi siano le chiavi per gestire uno sviluppo che la professoressa Della Corte ha definito “esplosivo”.
Un ecosistema in movimento
Il successo del brand Napoli risiede nella capacità della città di offrire un’immersione culturale totale, inclusiva e aperta. La sfida del prossimo biennio sarà quella di mantenere alta la qualità dell’accoglienza senza intaccare l’identità autentica che rende la città più attrattiva di altre capitali dell’arte. Con una previsione di 20 milioni di presenze annue ormai a regime, la città punta a rafforzare il proprio posizionamento come hub centrale nel bacino del Mediterraneo, trasformando il turismo in un motore di riscatto economico e sociale permanente.

