Femminicidio di Martina, all’assassino contestata l’aggravante della crudeltà
UCCISA DAL SUO EX
13 marzo 2026
UCCISA DAL SUO EX

Femminicidio di Martina, all’assassino contestata l’aggravante della crudeltà

La storia della 14enne ammazzata ad Afragola a maggio dello scorso anno
Andrea Ripa

Adesso, dagli atti, emergerebbe un dettaglio che cambia il quadro dell’accusa. Nell’omicidio della quattordicenne Martina Carbonaro, uccisa tra il 27 e il 28 maggio 2025 ad Afragola, nel Napoletano, la Procura avrebbe contestato anche l’aggravante della crudeltà nei confronti dell’ex fidanzato Alessio Tucci. A sostenerlo è l’avvocato Sergio Pisani, legale della famiglia della ragazza, che in una nota diffusa nelle ultime ore afferma come l’analisi dettagliata degli atti – ricevuti solo dopo la fissazione dell’udienza preliminare – mostri una formulazione dell’imputazione ben più pesante di quanto inizialmente trapelato. Secondo il penalista, la lettura del capo d’accusa dimostrerebbe che il Pubblico ministero ha descritto una condotta che va oltre un gesto d’impeto o motivato da ragioni futili.

 

 

Nel passaggio centrale dell’imputazione si legge infatti che l’indagato avrebbe colpito la vittima prima alle spalle e poi nuovamente quando era già accasciata al suolo, esercitando inoltre pressione manuale sul volto e sulla cavità orale durante l’aggressione. Per Pisani si tratta di una descrizione che «va ben oltre la dinamica minima necessaria per provocare la morte». Una sequenza di azioni che, secondo il legale, dimostrerebbe «una ferocia gratuita e una sofferenza inflitta ulteriore rispetto a quella sufficiente a uccidere». L’avvocato richiama anche un elemento tecnico della formulazione giuridica. Nel capo di imputazione compare infatti l’espressione “ed ancora”, che – a suo dire – segnerebbe il passaggio dalla contestazione dei futili motivi alla descrizione di una condotta intrinsecamente crudele, elemento che configura l’aggravante prevista dal codice penale.

 

Un dettaglio non secondario nel percorso processuale: la presenza dell’aggravante della crudeltà rafforza il quadro accusatorio e potrebbe incidere significativamente sulla valutazione della responsabilità e sulla severità della pena. Il caso dell’omicidio della giovane Martina, avvenuto a Napoli e provincia, aveva scosso profondamente l’opinione pubblica campana. Ora l’attenzione si sposta sull’udienza preliminare, dove il contenuto degli atti e la qualificazione giuridica del fatto saranno al centro del confronto tra accusa e difesa.