IL CONFLITTO IN MEDIORIENTE
13 marzo 2026
IL CONFLITTO IN MEDIORIENTE

Gli italiani a Dubai: «Vivere e lavorare nonostante la guerra» – IL VIDEO

Daniele Coda, professionista di origini stabiesi, racconta come si vive a Dubai durante questi giorni di tensione
Francesca Inflorato

Quando pensiamo alla guerra, difficilmente la colleghiamo a una città come Dubai che nell’immaginario collettivo è il simbolo della crescita economica, dei grattacieli, delle opportunità per persone di tutto il mondo. Eppure, quando le tensioni geopolitiche si accendono in Medioriente, anche una delle capitali finanziarie più dinamiche del pianeta inizia a percepirne gli effetti.

 

Gli italiani a Dubai: «Vivere e lavorare nonostante la guerra» – IL VIDEO

La storia di Marilena, 60enne di Gragnano bloccata a Dubai con la nipotina di 5 mesi

«Quando sentiamo i caccia passare scappiamo subito. Con noi c’è una bambina di cinque mesi». Dall’altra parte del telefono la…

I rischi del conflitto.

Per capire davvero cosa sta succedendo, però, non basta guardare i titoli dei telegiornali. Serve la voce di chi vive lì, ogni giorno: Daniele Coda è un italiano  di origini stabiesi, che vive a Dubai da due anni e oggi ricopre il ruolo di CCO (Chief Commercial Officer) in una società locale. La sua testimonianza è quella di chi osserva gli eventi non da lontano, ma dalla quotidianità di una città che continua a lavorare, a crescere e a guardare al futuro, anche mentre intorno lo scenario internazionale si fa più incerto. Per molti italiani Dubai rappresenta un sogno: tasse basse, grandi investimenti, opportunità. Negli ultimi vent’anni l’emirato ha investito enormemente per attrarre capitali, aziende e professionisti da tutto il mondo.

 

Gli italiani a Dubai: «Vivere e lavorare nonostante la guerra» – IL VIDEO

Dalle bombe su Dubai al ritorno a Gragnano: il sindaco abbraccia le studentesse del Don Milani

Gragnano ha accolto con calore le sue studentesse protagoniste della vicenda vissuta a Dubai dove per 3 giorni sono rimaste…

La testimonianza di Daniele Coda

Tuttavia, le tensioni degli ultimi giorni hanno scosso anche questa realtà. «Si vive in modo un po’ scombussolato» spiega il professionista. «C’è stata paura, soprattutto quando hai una famiglia. Ma il governo sta rispondendo in modo adeguato». Uno degli aspetti più delicati riguarda il modo in cui la situazione viene raccontata: per chi è sul posto, la narrazione internazionale appare spesso distorta, infatti Daniele descrive: «Da quello che percepisco, molti media vogliono far passare l’idea che Dubai stia crollando, che siamo sotto attacchi continui e che la gente non possa uscire di casa, la realtà è diversa»  – aggiunge – «Ci sono indicazioni ufficiali del governo emiratino da seguire. Nonostante la paura,  il 97% dei missili viene neutralizzato dal sistema di difesa, non mi sento in pericolo». Nonostante il legame profondo con l’Italia, Daniele non ha mai pensato seriamente di lasciare Dubai in questo momento della sua carriera: «Sono un professionista che ha sempre lavorato tra Italia ed estero. Amo il mio Paese e ho l’ambizione di rientrare un giorno, ma oggi restare qui è una grandissima opportunità».

 

Gli italiani a Dubai: «Vivere e lavorare nonostante la guerra» – IL VIDEO

Msc Euribia, il ritorno a casa: si conclude l'odissea degli italiani a Dubai

L'odissea dei passeggeri italiani a bordo della MSC Euribia volge finalmente al termine. La compagnia ha confermato che la stragrande…

Il messaggio

Il suo messaggio a chi in Europa segue queste notizie è soprattutto un invito alla consapevolezza: «Serve cautela rispetto alle informazioni che circolano. Ma soprattutto dobbiamo capire che quello che sta succedendo può avere conseguenze molto più ampie del Medio Oriente. I missili attraversano anche l’area mediterranea. La diplomazia deve vincere, perché nessuno vuole una guerra globale». Guardando oltre l’attualità, però, la visione sul futuro di Dubai resta solida. «Al di là di questa fase che può rappresentare una battuta d’arresto temporanea, la visione è molto chiara. Esiste un Master Plan 2040 che punta a sviluppare l’economia su molte direzioni. Negli ultimi anni, infatti, la dipendenza dagli idrocarburi è scesa rapidamente, passando dal 60% al 30%» , dichiara il CCO. Turismo, finanza e immobiliare stanno diventando i nuovi pilastri della crescita, infatti Daniele conclude affermando che: «Dubai si sta trasformando sempre più nell’hub del Medio Oriente. E, nonostante tutto, il futuro lo vedo roseo».

 

Per vedere l’intervista clicca qui