Federconsumatori stronca il Dl del Governo: «Misura davvero inutile»
RINCARO BENZINA
14 marzo 2026
RINCARO BENZINA

Federconsumatori stronca il Dl del Governo: «Misura davvero inutile»

Vincenzo Esposito

In seguito alle crescenti tensioni in Medio Oriente la situazione legata ai prezzi di carburante e corrente elettrica è iniziata a degenerare. A farne le spese sono principalmente i cittadini, avvinghiati da un costo della vita che si fa progressivamente più opprimente. Per fare un punto della situazione abbiamo sentito Giovanni Berrito, presidente della Federconsumatori Campania.

L’intervista 

A febbraio il premio medio RC Auto in Campania é arrivato a 782€ contro una media nazionale di 492. Come si spiega un divario così ampio tra la Campania e il resto d’Italia?

«Purtroppo è una situazione che denunciamo da anni. Il 2026 era già iniziato con un rincaro dei prezzi sia per la tangenziale, caso unico in Europa, sia per le autostrade, portando il carico sugli spostamenti in auto a livelli esorbitanti. Le compagnie assicurative motivano questi costi con l’incidenza di sinistri e frodi ma la verità è che milioni di cittadini onesti continuano a pagare prezzi spropositati».

 

Questo si va a sommare al rincaro dei carburanti.

«Stiamo registrando aumenti della benzina e del gasolio che, a nostro avviso, in molti casi sono frutto anche di speculazioni. Non si spiega altrimenti: i contratti di approvvigionamento infatti sono a lungo termine e non cambiano dall’oggi al domani. In Italia il trasporto merci avviene prevalentemente su gomma, quindi l’aumento del carburante finirà inevitabilmente per incidere anche sui prezzi dei beni di prima necessità, in particolare sugli alimentari facendo lievitare anche lo scontrino medio».

 

A questo si aggiunge anche il tema dell’energia e delle bollette.

«Le stime parlano di possibili aumenti delle bollette tra il 10 e il 15% nei prossimi mesi. Bisogna considerare che in Italia molte centrali funzionano a gas e che, dopo lo stop alle forniture dalla Russia, il gas viene acquistato da altri mercati a costi più elevati».

 

Quali potrebbero essere i rimedi?

«Noi chiediamo innanzitutto un intervento strutturale sulle accise. Sono tasse di scopo che risalgono al secolo scorso e che non sono state mai eliminate. Il paradosso è che su quelle accise si paga anche l’Iva, per questo proponiamo un sistema di accise mobili: quando il prezzo del carburante sale, l’accisa dovrebbe diminuire. Inoltre riteniamo che si potrebbe valutare anche una riduzione dell’Iva sui carburanti al 10%».

 

Nella provincia di Napoli molte famiglie hanno redditi bassi. Che segnali vi arrivano dal territorio?

«La situazione è difficile in tutto il paese ma qui il problema è aggravato che dal fatto che molte famiglie siano monoreddituali. Le persone ci chiedono cosa possono fare ma purtroppo le risposte concrete da parte delle istituzioni tardano ad arrivare».

 

Decreto Bollette. Cosa ne pensa?

«A nostro avviso si tratta di un palliativo. Senza interventi più profondi sul costo dell’energia e sulla struttura delle tariffe, il rischio è che gli effetti dei rincari continuino a scaricarsi sui consumatori».